
Valle Bormida unita: a Monesiglio assemblea partecipatissima contro l’inceneritore
A Monesiglio la Valle Bormida ha mandato un messaggio chiaro: no all’inceneritore. L’assemblea pubblica promossa dal Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida Ligure & Piemontese ha registrato una partecipazione straordinaria, confermando una mobilitazione sempre più ampia e determinata.
Una sala piena, cittadini presenti, associazioni, amministratori locali e una comunità che non intende subire decisioni calate dall’alto. Il tema non riguarda solo un impianto: riguarda la salute, l’ambiente, l’economia locale e il futuro di un territorio che ha già pagato un prezzo pesante in termini ambientali.
Una partecipazione che pesa politicamente
L’assemblea di Monesiglio non è stata soltanto un momento informativo. È stata una dimostrazione concreta di partecipazione popolare. La presenza numerosa dei cittadini conferma che l’opposizione all’inceneritore non è una posizione di pochi, ma una richiesta diffusa e radicata.
Il messaggio emerso è netto: la Valle Bormida non vuole diventare il luogo dove chiudere il ciclo dei rifiuti prodotti altrove.
Cittadini, sindaci e associazioni uniti
Durante l’incontro è stata ribadita l’importanza di mantenere un fronte compatto tra cittadini, comitati, associazioni e amministratori locali. La battaglia contro l’inceneritore richiede unità, continuità e capacità di coinvolgere sempre più persone.
La mobilitazione non si fermerà a una singola assemblea. L’obiettivo è costruire una rete stabile, capace di informare, organizzare iniziative pubbliche e sostenere ogni azione utile sul piano politico, tecnico e legale.
Non solo ambiente: una scelta sul futuro
L’inceneritore non viene contestato solo per le possibili ricadute ambientali e sanitarie. Il punto è anche economico e sociale. Un territorio fragile, segnato da una lunga storia industriale e ambientale, ha bisogno di bonifiche, valorizzazione, turismo sostenibile, agricoltura di qualità e nuove opportunità compatibili con la salute dei cittadini.
Un impianto di incenerimento rischierebbe invece di compromettere questa prospettiva, rafforzando l’immagine di una valle destinata ancora una volta a sopportare carichi ambientali pesanti.
Le prossime azioni
Dal Coordinamento arriva l’indicazione di proseguire con una mobilitazione strutturata:
- raccolta firme e petizione europea;
- azioni legali e approfondimenti tecnici;
- assemblee pubbliche nei comuni;
- coinvolgimento delle comunità liguri e piemontesi;
- pressione costante sulle istituzioni.
La Valle Bormida non resta in silenzio
La partecipazione di Monesiglio conferma che la battaglia è entrata in una fase nuova. Non si tratta più solo di esprimere contrarietà, ma di costruire una mobilitazione permanente.
La gente dice no all’inceneritore. E lo dice con presenza, determinazione e consapevolezza.
La Valle Bormida chiede rispetto, ascolto e un futuro diverso: non altri rifiuti, non altre scorie, non altre decisioni imposte dall’alto.
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