
Inceneritore in Valle Bormida: da Cortemilia un fronte compatto di amministratori, imprese e cittadini dice no al progetto.
L’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore ligure in Valle Bormida incontra una resistenza sempre più ampia e organizzata.
Lunedì 8 giugno, nella sala del Comune di Cortemilia, oltre cinquanta amministratori locali, rappresentanti di enti territoriali e delle principali organizzazioni economiche del Cuneese hanno partecipato all’incontro convocato dal presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo.
Un appuntamento che segna un ulteriore passo avanti nella costruzione di un fronte comune contro un progetto che viene percepito come una minaccia per il futuro della Valle Bormida, delle Langhe e dei territori confinanti.
Durante l’incontro, Robaldo ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi mesi insieme al consigliere delegato Roberto Bodrito, evidenziando i numerosi confronti avuti con amministratori liguri, con il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri e con i presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Marco Bucci.
La posizione del territorio piemontese è stata ribadita con estrema chiarezza: un impianto di incenerimento ai confini con le Langhe e con le aree Unesco rappresenterebbe una scelta incompatibile con il percorso di rilancio economico e ambientale costruito negli ultimi decenni.
Un territorio che non vuole tornare indietro
La Valle Bormida porta ancora le ferite lasciate da oltre un secolo di industrializzazione pesante e dalle vicende dell’ex Acna. Proprio per questo motivo amministratori e categorie economiche ritengono che il futuro debba essere legato all’agricoltura di qualità, al turismo sostenibile e alla valorizzazione del territorio, non a nuovi impianti ad alto impatto ambientale.
Particolarmente significativa è stata la presenza delle principali organizzazioni produttive: Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Associazione Commercianti Albesi.
Nessuna delle categorie presenti ha espresso aperture al progetto. Al contrario, dall’incontro è emersa una posizione compatta che coinvolge istituzioni, agricoltori, imprese turistiche, operatori economici e associazioni dei cittadini.
Anche il mondo del vino si mobilita
Roberto Bodrito ha infatti riferito di essersi confrontato con i principali consorzi del vino piemontese, tra cui Alta Langa, Barolo e Barbaresco, che si sono dichiarati pronti a sottoscrivere documenti ufficiali di opposizione all’inceneritore.
Una presa di posizione che evidenzia quanto il tema non riguardi soltanto la Valle Bormida ma coinvolga direttamente l’immagine e la reputazione di territori conosciuti a livello internazionale per le loro eccellenze agroalimentari.
Provincia di Cuneo capofila del coordinamento
Dall’incontro è emersa la richiesta che sia la Provincia di Cuneo a coordinare le future attività di opposizione.
Il presidente Robaldo si è impegnato a predisporre un documento ufficiale condiviso da enti locali, associazioni e categorie economiche, mantenendo al tempo stesso un rapporto trasparente con le istituzioni liguri.
Nel corso della serata si è parlato anche del nuovo Osservatorio Valle Bormida, che inizierà i propri lavori nelle prossime settimane per monitorare la situazione ambientale dell’area ex Acna di Cengio e le criticità ancora presenti sul territorio.
Il ruolo delle associazioni e dei cittadini
Importante anche il contributo portato dal Coordinamento delle associazioni e dei comitati contrari all’inceneritore.
È stato riconosciuto il grande lavoro di approfondimento tecnico e documentale svolto negli ultimi mesi, insieme alla richiesta di una partecipazione formale ai futuri tavoli istituzionali.
L’obiettivo è estendere ulteriormente la mobilitazione coinvolgendo anche amministratori e cittadini delle province di Asti e Alessandria.
Un messaggio chiaro alla Regione Liguria
Da Cortemilia emerge un messaggio inequivocabile: il Piemonte non intende restare a guardare mentre si valuta la possibilità di collocare un impianto di incenerimento a pochi chilometri dalle Langhe, dal Monferrato e dai territori Unesco.
La battaglia non riguarda più soltanto la Valle Bormida ligure e piemontese. Sta diventando una questione territoriale più ampia, capace di unire istituzioni, categorie economiche e cittadini attorno a una stessa idea di sviluppo.
Il prossimo appuntamento è già fissato per giovedì 25 giugno ad Acqui Terme, presso il Centro Congressi Ex Kaimano, dove si terrà un nuovo incontro pubblico informativo e di sensibilizzazione.
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