OGGI LA PROTESTA DALLE 14,30 IN PIAZZA MAMELI, POI PRESIDIO IN PIAZZA SISTO IV CON COMIZIO E MUSICA ATTORI IN PRIMA LINEA
GIOVANNI VACCARO
SAVONA
Il Savonese torna in piazza per protestare contro il progetto del rigassificatore. Oggi pomeriggio si riuniranno associazioni, comitati ed esponenti politici del fronte che chiede di azzerare il piano per portare la nave Golar Tundra nella rada di Savona-Vado: il ritrovo è fissato alle 14,30 in piazza Mameli, poi partirà un corteo che raggiungerà piazza Sisto IV.
Un tragitto breve, ma quel che conta sarà dare un segnale visivo della partecipazione, come era avvenuto in occasione della catena umana che alla fine dell’estate aveva animato le spiagge da Albisola a Spotorno. Davanti al municipio di Savona sono previsto gli interventi del sindaco di Savona, Marco Russo, di Franco Zunino, rappresentante del Coordinamento no rigassificatore, di Alessandro Giannì, esponente di Greenpeace Italia. Alla manifestazione hanno dato la loro adesione anche gli attori Simonetta Guarino e Giorgio Scaramuzzino, che spesso si sono battuti per iniziative a tutela dell’ambiente. Inoltre è previsto anche un momento musicale con i gruppi Pulin and the Little Mice e Musicarte.
«Sarà un pomeriggio di lotta e resistenza – spiegano i rappresentanti dei comitati -, l’obiettivo sarà per difendere l’ambiente e la salute di tutti. È un progetto che riteniamo sbagliato per le ripercussioni che avrà sul territorio, non solo sulla rada di Savona e Vado. Interesserebbe infatti buona parte della nostra provincia, compreso l’entroterra fino a Cairo Montenotte. Una scelta imposta arbitrariamente senza confronto col territorio, già pesantemente martoriato da insediamenti industriali; i quali, oltre a provocare importanti ripercussioni su salute e ambiente, impediscono opportunità alternative di sviluppo economico, di cui pure la provincia è ricca». Al Coordinamento No rigassificatore hanno aderito una cinquantina di organizzazioni, tra movimenti, associazioni e partiti. Le preoccupazioni sono aumentate dopo i danni provocati dalle ultime mareggiate, anche se Snam ha spiegato che la nave Golar Tundra ed il sistema di aggancio al dispositivo che trasferisce verso la terraferma il gas sono perfettamente in grado di reggere a eventi meteo marini anche di portata superiore. Sono stati citati anche esperimenti analoghi nel Mare del Nord, dove tempeste con venti ad oltre cento chilometri all’ora e onde alte oltre cinque metri sono frequenti. Peraltro il sistema prevede la possibilità di “sganciare” la nave in caso di necessità.
Un altro aspetto su cui si accenderà la protesta di oggi riguarda i lavori di sondaggio dei terreni in cui è prevista l’installazione degli impianti, come l’area a Valleggia in cui verrà costruita la stazione di pompeggio e filtraggio del gas. In questi giorni alcune squadre di tecnici di Snam Rete Gas spa, per Snam Fsru Italia srl, hanno iniziato i carotaggi per analizzare il sottosuolo (indagini geognostiche e rilievi topografici). I lavori, sia pure autorizzati dal prefetto Gullotti, hanno messo in allarme gli abitanti della zona, che speravano in tempi più lunghi. —

