
Cantiere Aurelia Bis tra Savona e Albisola Superiore, opera attesa da anni tra ritardi, fallimenti e nuove promesse di completamento.
Dopo anni di annunci, stop, rilanci e promesse, l’Aurelia Bis torna ufficialmente in scena. I sindaci di Savona, Albissola Marina e Albisola Superiore sono stati convocati dai vertici Anas per l’avvio (questa volta “ufficiale”) del cantiere.
Il commento è di quelli che raccontano più di mille cronoprogrammi: «Ormai non ci speravamo quasi più», ha ammesso il sindaco di Albissola Marina Gianluca Nasuti. E in effetti è difficile dargli torto: l’opera è diventata negli anni una sorta di leggenda locale, più raccontata che realizzata.
Un’opera da record… ma nei tempi
Parliamo di circa 5 chilometri di gallerie tra Savona e Albisola Superiore. Un’infrastruttura che dovrebbe alleggerire il traffico costiero ma che, nella realtà, ha già collezionato un primato: due grandi aziende fallite lungo il percorso e oltre un decennio di ritardi.
Ora Anas ha affidato i lavori a Infratech e i tecnici parlano di 18-20 mesi. Tradotto: se tutto va bene, due anni. E, vista la storia, già sarebbe un risultato.
Il rischio: finire i lavori ma non risolvere il problema
Il punto vero, però, non è solo finire il cantiere. È capire a cosa servirà davvero questa strada.
- Abolizione del casello di Rio Termine
- Svincolo di Miramare utilizzabile solo in parte
Di fatto, oggi non è possibile utilizzarlo pienamente per i flussi verso Albisola Superiore. Un limite che rischia di ridurre drasticamente l’utilità dell’opera.
Il paradosso è evidente: si rischia di completare un’infrastruttura costosa senza risolvere il problema principale per cui è stata progettata.
Le opere decisive (che ancora mancano)
Tra i nodi aperti c’è quello del nuovo ponte su corso Ricci, fondamentale per collegare la zona di Villapiana alla nuova arteria senza costringere a lunghi giri cittadini.
Senza questo collegamento, l’Aurelia Bis rischia di restare una strada monca, utile solo a metà.
Il realismo degli amministratori
I sindaci sembrano aver scelto una linea pragmatica: portare a casa almeno la conclusione dei lavori, pur sapendo che restano problemi importanti da risolvere.
Ma resta una domanda politica inevitabile: perché questi problemi non sono stati affrontati prima?
Conclusione
Dopo anni di attese, l’Aurelia Bis riparte davvero. O almeno così sembra.
Ma più che un traguardo, questo è solo l’ennesimo inizio.
E in Liguria, quando si parla di grandi opere, lo sappiamo bene: tra l’inizio e la fine può passare un’altra generazione.
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