Incontro pubblico a Pontinvrea contro i progetti eolici industriali in Val Bormida e nel savonese

Giovedì 7 maggio 2026 alle ore 20:30, presso lo Chalet delle Feste di Pontinvrea, si terrà un incontro pubblico promosso dai comitati locali contro i progetti eolici industriali previsti tra Savonese e Val Bormida.

Un appuntamento che si inserisce in un clima sempre più acceso, dove cittadini, associazioni e amministrazioni locali chiedono chiarezza e soprattutto una visione complessiva sul futuro del territorio.

Un territorio sotto pressione

Dalla locandina emerge chiaramente il messaggio: non è in discussione l’energia rinnovabile, ma il modello di sviluppo imposto.

Il Comitato organizzatore parla apertamente di “proliferazione incontrollata” di impianti eolici industriali, concentrati in modo sproporzionato proprio tra Val Bormida, Pontinvrea e Alta Valle Erro.

L’incontro sarà dedicato alla presentazione dei progetti in corso e all’analisi delle criticità: impatti ambientali, paesaggistici, idrogeologici e ricadute economiche su turismo e qualità della vita.

  • Coordinamento Tutela Monte Cerchio
  • Comitato Bric Surite di Altare
  • WWF Savona ODV

Il nodo politico: concentrazione e mancanza di pianificazione

Il tema centrale è ormai evidente: oltre il 90% dell’eolico ligure si concentra nel savonese. Un dato che pone una questione politica prima ancora che ambientale.

Il caso di Altare è emblematico: il Comune ha espresso una netta contrarietà a nuovi impianti, evidenziando criticità rilevanti.

Sette aerogeneratori per oltre 30 MW, cavidotti in aree boschive e zone a rischio idraulico, in un territorio già fragile e segnato da eventi alluvionali.

La posizione è chiara: la transizione energetica è necessaria, ma non può diventare una industrializzazione energetica concentrata che ignora gli effetti cumulativi.

Partecipazione e territorio: il vero punto

L’invito è rivolto non solo ai cittadini, ma anche ai sindaci e amministratori. Segno che il problema non è più locale ma di governance territoriale.

I Comuni chiedono di non essere spettatori di decisioni prese altrove.

  • assenza di pianificazione regionale equilibrata
  • scarso coinvolgimento delle comunità
  • valutazioni fatte progetto per progetto senza visione complessiva

Un segnale che va oltre Pontinvrea

L’incontro del 7 maggio rappresenta un passaggio importante di una mobilitazione crescente.

Transizione sì, ma con equilibrio, trasparenza e rispetto dei territori.

Il rischio, altrimenti, è trasformare aree vocate al turismo sostenibile in veri e propri distretti energetici industriali.

Chi decide davvero il futuro della Val Bormida?


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