IL DOSSIER DEI DEMOCRATICI CON TUTTE LE OMBRE DEI TECNICI SULL’IDEA DI ANCORARE LA GOLAR TUNDRA AL LARGO DI VADO LE CRITICITÀ

la polemica
Simone Gallotti
I vigili del fuoco, l’Ispra, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Arpal e la Capitaneria. Il Partito Democratico in Liguria sceglie cinque siluri per affondare il progetto del rigassificatore a Vado. Ma l’obiettivo è anche – e soprattutto – politico ed è Giovanni Toti, governatore ligure e commissario dell’opera.
La questione tecnica
Il Pd parte dai pareri negativi ricevuti sinora sul progetto per l’installazione nel 2026 del rigassificatore al largo delle coste del Ponente, con l’utilizzo della nave Golar Tundra. Il piano prevede l’ancora a 4 chilometri dal litorale di Vado e a quasi 3 da Savona. «I pareri tecnici a cui Toti finora si è appellato – e dietro ai quali si è nascosto in attesa che arrivassero per schermirsi dalle critiche – ora sono pubblici e dicono chiaramente che il rigassificatore non può essere trasferito nel porto di Savona-Vado. Ora il commissario Toti non ha più scuse e non può non tenere in considerazione quello che enti terzi e autorevoli hanno dichiarato e scritto rispetto al questo progetto». Le parole sono del consigliere regionale Dem Roberto Arboscello, ma alla chiamata ieri ha risposto tutto il partito, per una volta unito sul fronte del Ponente. L’opposizione parte dai pareri negativi ricevuti da diversi enti: il dettaglio dei documenti è sintetizzato nella colonna di questa pagina, ma secondo il Pd il senso è chiaro: l’impatto dell’opera è pesante sotto diversi profili e il progetto del rigassificatore deve essere ritirato. Perché – spiegano i Dem riprendendo le considerazioni contenute nei pareri- il territorio è già fortemente antropizzato e saranno già realizzati in quell’area i cassoni per le due dighe, quella di Genova e quella di Vado. «Davanti a osservazioni così pesanti – continua Arboscello – credo sia il caso di porre fine alle logiche politiche e mettere davanti il senso di responsabilità, istituzionale e personale. Toti decida se essere il presidente dei liguri e quindi dei savonesi, oppure esclusivamente il commissario di governo, alla ricerca di favori personali in vista delle prossime elezioni regionali. Il presidente può e deve fermare questo scellerato progetto finché è in tempo. Se non lo farà, non gli resta che dimettersi. La Liguria ha bisogno di un presidente, non di un commissario». È tutto il partito ad andare all’attacco: «La giunta dovrebbe pensare a progetti che traguardano la transizione energetica e non ancorare la Liguria a opere che guardano al passato» tuona il segretario regionale Davide Natale. «La prima criticità riguarda la salute pubblica e la sicurezza, la seconda è la zona di conservazione speciale dei fondali Noli-Bergeggi e la terza è che non è un’opera urgente e necessaria: i dati dicono chiaramente che la domanda di gas nel nostro Paese è in costante diminuzione» spiega Luca Pastorino, parlamentare del Pd.
Il contrattacco di Toti
«Se il consigliere Arboscello e gli altri esponenti del Pd prima di scrivere avessero l’abitudine di leggere, si sarebbero accorti che la struttura commissariale ha già sospeso l’iter della Conferenza dei Servizi, in attesa della Valutazione di Impatto ambientale nazionale che, come dovrebbe sapere, ma evidentemente non sa, spetta proprio agli Enti che loro citano nella lettera, coordinati dal ministero dell’Ambiente». Toti risponde ai rilievi più tecnici del Pd e tira anche stoccate politiche: «Le valutazioni espresse su pareri preliminari degli stessi enti sono tipicamente “pre-giudizi” di foggia populistico-demagogica, che qualificano definitivamente la totale inadeguatezza al governo del consigliere Arboscello e del partito che rappresenta, incapaci perfino di esprimere opinioni in un corretto confronto istituzionale». Il governatore consiglia ai Dem di aspettare l’esito della Via: «Se invece di speculare e travisare costantemente la realtà, avessero il buon gusto di attendere i lavori della commissione ministeriale Via avrebbero, a tempo debito, le risposte alle loro domande – prosegue Toti – Nel caso la commissione Via dichiarasse ambientalmente incompatibile il progetto, ovviamente il Commissario lo dichiarerà tale a sua volta. Se invece lo dichiarerà ammissibile, immagino che il consigliere Arboscello abbia pronta una lettera di scuse e a quel punto immagino che diventi un fervente sostenitore del progetto vista l’importanza attribuita ai pareri citati». Intanto Snam spiega di «essere già al lavoro per rispondere al meglio nell’ambito del procedimento autorizzativo ai commenti e alle richieste di integrazione all’interno del progetto». —