Roma, Palazzo dei Congressi: il Movimento 5 Stelle avvia il percorso “Nova” per costruire il programma di governo partecipato.

Rassegna stampa – da Il Fatto Quotidiano, 19 aprile – di Luca De Carolis


Circa 500 iscritti arrivati da tutta Italia si sono ritrovati a Roma, nella cornice del Palazzo dei Congressi all’Eur, per il debutto della nuova edizione di Nova, la Costituente del Movimento 5 Stelle.

Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Conte, che ha definito il percorso come un’esperienza innovativa nel panorama politico:

“Ci accingiamo a costruire un programma di governo scritto dai cittadini per i cittadini, aperto anche ai non iscritti e agli elettori delle altre forze progressiste. Un percorso che non esiste in alcun altro Paese, un progetto rivoluzionario”.

Il metodo: partecipazione e confronto aperto

La giornata si è svolta con un’impostazione partecipativa: attivisti e parlamentari divisi in gruppi tematici, liberi di muoversi tra i tavoli di lavoro e contribuire alla discussione.

Il coordinamento è affidato ad Avventura Urbana, con un approccio basato sull’Open Space Technology, che punta su libertà e interazione per stimolare idee e proposte.

La domanda centrale che guiderà tutto il percorso è chiara:

“Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare la vita degli italiani?”

Verso il 16-17 maggio: 100 punti di ascolto

Quello di Roma rappresenta solo l’avvio. Il 16 e 17 maggio saranno attivati circa 100 punti di confronto in tutta Italia, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e realtà territoriali nella costruzione del programma.

Conte ha sottolineato una criticità politica rilevante:

“Il nostro elettorato è molto esigente ed era nato anche contro il Pd. Bisogna portarli in una coalizione sulla base di progetti concreti”.

Il quadro politico

L’iniziativa si inserisce nel contesto del dialogo nel campo progressista, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein partecipava alla convention dei Socialisti a Barcellona.

Conte ha evidenziato la distanza formale del Movimento da quella famiglia politica, pur riconoscendo segnali di apertura:

“Non siamo stati invitati, ma l’aggiunta della definizione di progressisti è un passo avanti”.

Sul fronte opposto, il leader M5S ha osservato come l’esito del referendum abbia indebolito le ambizioni della destra su riforme istituzionali e legge elettorale.


▶ Lettura politica
Il percorso “Nova” rappresenta un passaggio strategico per il M5S: trasformare l’identità movimentista in una proposta di governo strutturata. La vera sfida non è l’ascolto – già ampio – ma la sintesi politica: tradurre partecipazione diffusa in scelte chiare, credibili e condivise all’interno di una coalizione ancora fragile.


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