PUD approvato tra tensioni e confronto politico

Il 40% di spiagge libere ridisegna il fronte mare della città

Sala gremita e clima teso nell’ultimo Consiglio comunale di Spotorno per l’adozione del nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD), documento destinato a ridisegnare in modo significativo il fronte mare cittadino.

Non si tratta di un atto tecnico qualsiasi: per un Comune che vive quasi esclusivamente di turismo, la regolamentazione delle spiagge rappresenta una scelta strategica con effetti economici, sociali e urbanistici di lungo periodo.

Astensione per evitare conflitti d’interesse

Prima della discussione, l’assessore Cristiana Sechi e il consigliere Lorenzo Genta hanno annunciato la loro non partecipazione al voto, in quanto parenti di titolari o soci di concessioni demaniali. Una decisione motivata dalla volontà di evitare anche solo potenziali conflitti d’interesse e garantire la massima imparzialità dell’atto.

Un passaggio istituzionalmente rilevante, considerata la delicatezza del tema.

Cosa prevede il nuovo Piano

Il PUD adottato dalla maggioranza guidata dal sindaco Mattia Fiorini porta al 40% la quota di spiagge libere e libere attrezzate.

Nel dettaglio, sui 2.716 metri lineari di fronte mare balneabile sono previsti:

  • 25 stabilimenti balneari
  • 2 concessioni riservate alle strutture ricettive (alberghi, B&B, appartamenti turistici)
  • 7 spiagge libere (435 metri – 20,10%)
  • 7 spiagge libere attrezzate (432 metri – 19,9%)
  • 7 chioschi come piattaforme economiche al servizio delle aree libere
  • Concessioni con durata ventennale per incentivare investimenti

Il centro cittadino manterrà la concentrazione degli stabilimenti, mentre a ponente e levante saranno localizzate prevalentemente le spiagge libere e libere attrezzate.

Secondo il sindaco, si tratta di una versione migliorata rispetto alla prima bozza, integrata con osservazioni raccolte negli incontri con cittadini e operatori del settore.

Le critiche dell’opposizione

I consiglieri di minoranza hanno contestato soprattutto il metodo e le tempistiche. In particolare:

  • un confronto ritenuto insufficiente nella fase di redazione;
  • un’accelerazione nell’applicazione della direttiva Bolkestein;
  • il rischio di penalizzare il tessuto economico locale;
  • possibili costi di gestione delle spiagge libere a carico dei contribuenti;
  • la mancata inclusione delle scogliere nel computo del 40%.

Al momento del voto, i gruppi di opposizione hanno lasciato l’aula non partecipando all’approvazione.

Una scelta di governo, non solo politica

Il confronto è stato acceso, ma resta un dato di fondo: la gestione delle spiagge è materia di primaria importanza per ogni Comune costiero ligure.

Dotarsi di un PUD aggiornato, coerente con la normativa regionale ed europea, significa assumersi una responsabilità politica piena. Si può discutere sulle scelte specifiche, ma affrontare in modo strutturato la regolamentazione del demanio marittimo è comunque un passo di governo.

Ora si apre la fase delle osservazioni pubbliche: trenta giorni per presentare rilievi, prima del passaggio agli uffici regionali e del percorso verso l’approvazione definitiva.

Il dibattito è destinato a proseguire. Ma una cosa è certa: regolamentare in modo chiaro e approfondito l’utilizzo delle spiagge è una scelta che incide sul futuro economico e turistico di una comunità.


Per comunicati, segnalazioni, contributi: info-press@infoloreleca.com