
Sull’Ucraina l’avvocato non arretra, casomai rilancia. “Le anime belle hanno voluto fraintendere ciò che ho detto”, dice Giuseppe Conte al Fatto. Mercoledì il leader dei Cinque Stelle era andato drittissimo: “Prendo atto che sul conflitto russo-ucraino l’Europa è completamente disorientata, quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti”. Mezzo Pd, Calenda e perfino Angelo Bonelli di Avs erano insorti o comunque avevano preso le distanze. E la sera l’ex premier aveva controreplicato: “I farisei che hanno da ridire dicano se hanno soluzioni alternative”. Allora vale la pena partire da qui: Conte, quando parla di farisei o anime belle si riferisce a Pd, Più Europa e centristi vari? “Ognuno potrà riconoscersi guardandosi allo specchio. Molti sono gli stessi a cui da presidente del Consiglio non ho dato retta durante la pandemia, altrimenti invece che ottenere i soldi del Pnrrr ci saremmo dovuti accontentare degli spicci del Mes e l’Italia sarebbe finita sotto vigilanza finanziaria”.
A leggerla sembra che lei, ex premier di una nazione europea, voglia che la Ue si arrenda e ceda a Donald Trump il volante della trattativa. Paradossale, no? “Se fosse stato per me lo avrei tenuto in mano insieme a tutta l’Europa per proteggere efficacemente la popolazione ucraina. Invece glielo ha consegnato questa Ue che non ha voce e coraggio per sedersi al tavolo negoziale, e che ha sbagliato tutto”. Era sbagliato sostenere un paese invaso? “Ma no, noi come Movimento siamo sempre per il rispetto del diritto internazionale. Però il punto è che siamo di fronte a una disfatta politica totale della Ue. È corsa dall’inizio dietro all’ex presidente americano Joe Biden e dietro all’ex primo ministro britannico Boris Johnson, che scommettevano sulla sconfitta militare della Russia, quando invece la prima cosa che si insegna sulla diplomazia e sulla politica internazionale è che bisogna sempre lasciare aperta, o almeno socchiusa, una porta alla via diplomatica”. Per trattare bisogna essere in due, e Vladimir Putin sta prendendo in giro anche una sua vecchia conoscenza come Trump, non trova? Conte scuote la testa: “Non dovevamo arrivare a questo punto, dandogli tutto questo vantaggio sul piano negoziale. Bisognava lavorare da subito alla via diplomatica, già a Istanbul. E invece la Ue ha insistito nella guerra per procura di Kiev, spingendo la Russia verso la Cina e portando a un quadro di totale frammentazione. Alcuni Paesi avevano e hanno l’obiettivo di riarmarsi e continuare direttamente loro la guerra con la Russia. Mentre l’Italia si inginocchia a tutto ciò che dice Trump e l’Ungheria parteggia per Putin”. Ma lei cosa farebbe ora? “Noi 5 Stelle abbiamo come unico obiettivo l’interesse dell’Italia e dell’Europa. Per me non c’è altra strada che sedersi al tavolo negoziale con determinazione per fermare il massacro degli ucraini”.
Però tanti nel campo largo la accusano di avere la stessa linea di Matteo Salvini e della Lega. “Conte parla come Vannacci” ha scritto il dem Filippo Sensi. Hanno così torto? “Salvini fa molte chiacchiere, ma alla fine ha sempre votato e voterà ancora l’invio di armi all’Ucraina. E comunque io a differenza sua non ho mai detto che i dazi di Trump erano un’opportunità, e non ho mai stipulato intese con il partito di Putin, Russia Unita”. Il presidente americano è un nemico dell’Europa? “Trump è un amico degli Stati Uniti e vuole fare affari. Spetta alla Ue ricordargli che l’Europa è il principale mercato di scambio con l’America e saper stare al tavolo”. Lei è un trumpiano, presidente… “Io avevo proposto di reagire ai suoi dazi con dei controdazi. Con il presidente degli Stati Uniti bisogna trattare, ma con coraggio e forza. Io di certo non porterei la spesa militare al 5 per cento del Pil né comprerei gas dall’America solo per fargli un favore. Piuttosto, chiuderei i governanti europei per mesi in una stanza, fino a che non ne uscissero con un vero progetto di difesa comune europea”. Sulla politica estera il campo largo è dilaniato, e con le sue frasi lei ha messo in difficoltà il Pd. Come costruire un’alternativa di governo così? “La politica estera è centrale nella costruzione di un’alternativa. Il M5S ha una posizione chiara dall’inizio sulla guerra in Ucraina. Lasciamo che il Pd trovi una posizione univoca al suo interno sul tema, poi ci confronteremo con i dem e le altre forze d’opposizione sull’argomento”.
