Italcoke, è scontro sui controlli

caso inquinamento
Luisa Barberis
Cairo
«L’Italiana Coke viene sottoposta a controlli ogni settimana e tutti i dati del monitoraggio ai camini rispettano i limiti di legge. Stiamo già ottemperando a un provvedimento che riteniamo un po’ vessatorio, ma che abbiamo sempre rispettato». L’ad di Italiana Coke Paolo Cervetti prende posizione all’indomani dell’atto di diniego della Provincia, che ha respinto l’istanza con la quale l’azienda chiedeva di modificare l’ordinanza che impone controlli stringenti sulle emissioni atmosferiche. Un no deciso, al quale Palazzo Nervi è arrivato dopo che Arpal, Asl, Regione e Comune hanno bocciato le modifiche proposte . Di fatto potrebbe profilarsi un nuovo braccio di ferro. Ora il cda di Italiana Coke dovrà decidere se fermarsi o fare nuove valutazioni, tenendo conto che c’è già un ricorso al Tar pendente. La vicenda è l’ultimo capitolo di un iter complicatissimo. A imporre all’azienda le centraline ai camini era stato il Consiglio di Stato, nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale con la quale la Provincia aveva dettato le regole da rispettare. Italiana Coke aveva avanzato ricorso al Tar e, dopo vari rinvii, la discussione è attesa per febbraio 2025. Nel frattempo l’azienda ha aperto una conferenza dei servizi in Provincia e ha chiesto la revisione di alcuni criteri delle prescrizioni. «Ci siamo solo permessi di dire che si poteva far meglio. Prendiamo atto che la nostra richiesta è stata respinta», aggiunge Cervetti . I dettagli emergono da una nota dell’azienda: «Era stata proposta alla Provincia una piccola revisione del provvedimento di gestione del sistema, per accelerare alcuni interventi di manutenzione e superare un contenzioso pendente. Abbiamo fornito dati tecnici e pareri di esperti. Pensavano che le proposte, che su alcuni punti migliorano e rendono piú capillare il monitoraggio, unitamente ad un confronto tecnico aperto e costruttivo, potessero essere recepite. Siamo fiduciosi che sia ancora possibile affrontare le questioni, perché, in ottica collaborativa e non conflittuale, riteniamo fondamentale gestire senza penalizzazioni interventi imprevedibili e urgenti sugli impianti, le manutenzioni».
«Tutti i pareri erano negativi – ha chiarito il presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri -. Gli enti nei documenti ribadiscono che alcuni punti non sono accettabili. Ne abbiamo preso atto e abbiano notificato il diniego all’azienda. Rimaniamo collaborativi e propositivi, ma ci sono aspetti da chiarire». Quali lo si evince dall’atto della Provincia: «Si evidenzia che l’impianto ha costantemente necessità di interventi di regolazione, che potrebbero comportare un regime produttivo con criticità alle emissioni. Vi sono processi di regolazione periodici, occasionali oltre a disservizi, guasti. Sembrerebbe dunque che l’impianto si trovi costantemente in una condizione che possa comportare anomalie nell’emissione; tale condizione parrebbe avere più carattere ordinario». —
