Un impianto di concezione moderna che vanta oltre cento anni di vita

Le Funivie hanno oltre 100 anni ma sono considerate ancora un impianto di moderna concezione. Impianto nato per portare il carbone dal porto di Savona a San Giuseppe e alla cokeria di Bragno, inizalmente non era però dedicata esclusivamente al carbone, ma le rinfuse erano tante, dal vetro al cemento al catrame alla loppa, ma anche legname e cotone. Il punto di partenza è il 1903, quando i due ingegneri Antonio Carissimo e Giovanni Crotti presentarono un progetto di funivia aerea tra lo scalo portuale di Savona e San Giuseppe di Cairo. Nel 1910 si costituì la “Società anonima Funivie Savona-San Giuseppe” e il 9 settembre dello stesso anno fu stipulata la convenzione. La linea della teleferica, attivata a regime nel 1912, percorre una distanza di 18 chilometri, con un dislivello massimo di 520 metri. La stazione di partenza, prevista dapprima in vicinanza della foce del Letimbro, venne poi fissata sul lato nord del bacino portuale.
Il trasporto si serve di 1300 vagonetti sorretti da oltre 140 chilometri di cavo. Nel 1926 iniziò il secondo periodo della struttura, caratterizzato dalla realizzazione del pontile di sbarco rapido alla stazione Miramare; e nel 1936, si rese necessario il raddoppio della linea aerea. Ma è negli anni duemila, con Claudio Burlando presidente della Regione, che si cambiò passo, con il progetto di concentrare nel savonese la filiera del carbone. Nel 2005 iniziarono i lavori del tunnel sottomarino e della galleria (per una lunghezza di 1100 m sotto il mare e 500 m sotto terra, costata svariati milioni di euro) per l’ambientalizzazione del trasporto. Nel 2007 il Ministero assegnava la concessione venticinquennale a Funivie Spa. Nel 2010 venne inaugurata la Darsena Alti Fondali realizzata dall’Autorità Portuale in modo da ospitare le super navi carboniere. Inizia ad aumentare il controllo del gruppo Ascheri, proprietario di Italiana Coke, sulla società, tanto che Funivie ed Italcoke alla fine condividono lo stesso amministratore delegato. Iniziando a crearsi un cortocircuito, con l’azionista di riferimento che è anche maggior cliente e pure, però, il soggetto su cui Funivie vata i maggiori crediti. Le premesse dello tsunami perfetto, con la crisi di Italiana Coke e il ricorso al concordato che si sono incrociati con il blocco della linea per la frana che ha fermato i cassonetti.m. ca. —
