antonio bravetti
roma
«Patria e politica». Torna la scuola di formazione del Movimento 5 stelle. Appuntamento venerdì 9 febbraio a Roma, nel Tempio di Adriano, a due passi da Montecitorio. Titolo e relatori colorano di “rossobruno” la lezione, che sarà moderata da Pasquale Tridico e conclusa da Giuseppe Conte. «Patria. Patriottismo. Che reazione vi suscitano questi concetti? Li rivendicate orgogliosamente – domanda l’ex premier – o li ignorate disinvoltamente?». Per sviscerarli tra una settimana saliranno in cattedra Stefano Fassina, la filosofa Donatella Di Cesare e il professore Marco Tarchi. Tre voci molto critiche sul sostegno militare all’Ucraina.
Martedì alla Camera, durante la presentazione del libro dell’ex ministro Roberto Speranza, Conte ha criticato duramente il Pd e il suo appoggio a Kiev: «Mi si rizzano i capelli a vedere un Pd bellicista». Un punto di vista condiviso pienamente da Di Cesare, docente di filosofia teoretica all’università La Sapienza di Roma, e Tarchi, professore di scienze politiche all’università di Firenze.
Di Cesare, scettica sul sostegno militare all’Ucraina e sulle sanzioni contro la Russia, finì sulla lista nera di Kiev per le sue opinioni. Il Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, attraverso il canale Telegram del suo centro anti-disinformazione, l’accusò di «diffondere narrazioni identiche a quelle russe sui media occidentali». Lei si è sempre opposta alla «politica di guerra, che è stata sempre fallimentare e sempre raccontata all’interno del pensiero unico, tra semplificazioni e banalizzazioni». Con Michele Santoro lo scorso aprile lanciò la “staffetta della pace” per chiedere ai leader politici di prendere «una posizione più decisa contro la guerra».
Tarchi, un passato nell’Msi («esperienza che ho sottoposto a una severa autocritica personale. Non ho fatto abiure. Ma un profondo esame di coscienza sì»), è uno dei maggiori studiosi del fenomeno del populismo. Uno «storico sostanzialmente legato al fascismo» lo definì il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, facendolo arrabbiare. «Ridicolo», ribatté il professore. Anche lui non è tenero con la resistenza ucraina e il sostegno occidentale: «La guerra vile e per procura che la Nato, l’Unione europea e i governi di quasi tutti i Paesi che la compongono stanno conducendo contro la Russia potrebbe far pagare prezzi inauditi ai popoli che sono ad essi assoggettati. È perciò un dovere civile, prima ancora che una scelta politica o ideologica, contrastare con fermezza questa folle deriva».
Stefano Fassina da deputato, nel marzo 2022, votò contro l’invio di armi a Kiev. Nel 2018 ha fondato Patria e Costituzione, un’associazione politica euro critica. Sovranismo di sinistra. Tra una settimana saranno tutti e tre docenti della scuola di formazione pentastellata. Lezione di «patria e politica». Conte la inquadra così: «Che spazio semantico gli riconoscete nel quadro dei nostri valori costituzionali, nella unitaria prospettiva europea, nel vasto mare della più ampia dimensione globale?».
Per il Movimento «patria» è «un tema che spesso viene usato e abusato, in particolare da alcuni esponenti di una parte politica, come pretesto per giustificare le proprie incapacità: la patria. Una parola che riempie il cuore di noi italiani che non può essere eretta come simbolo di una ideologia politica, ma deve rappresentare l’orgoglio di sentirsi italiano, di difendere i pilastri costituzionali, i diritti civili e sociali, la solidarietà, la giustizia, tutti elementi cardine di un paese democratico».
Intanto, i Cinque stelle perdono due pezzi. L’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo e la deputata Federica Onori passano con Azione. Sarcastico il commento del partito di Conte: «Dopo aver ripetuto all’infinito che il Movimento Cinque stelle è “un branco di scappati di casa” che “vanno cancellati dalla politica”, oggi Calenda accoglie fiero Castaldo e Onori. Si sa, con Calenda a scappare di casa è al solito la coerenza». —