Toti: “Un progetto strategico per il Paese, ancor più nel momento in cui alla crisi russo-ucraina si somma quella israelo-palestinese”

Genova/Savona. Si è concluso l’incontro, voluto dalle organizzazioni sindacali, in Regione tra i sindacati savonesi, Regione Liguria e Snam sul progetto del rigassificatore.

Netta la posizione della Cgil Savona contro il progetto: “Siamo profondamente contrari – ribadisce ancora una volta il segretario provinciale Andrea Pasa – sia per il metodo adottato dal commissario straordinario Giovanni Toti ma anche nel merito. Ho chiesto a Toti di sospendere l’iter“.

“Semmai si spinga Snam a investire sul territorio con la costituzione di un polo energetico sulle energie rinnovabili in sinergia con l’università di Savona da localizzare nelle tante aree industriali dismesse in tutta la Provincia (anche con l’aiuto delle risorse dell’area di crisi industriale complessa). Proprio perché la crisi energetica è passeggera , mentre la crisi climatica è ambientale non si arresta se non facciamo qualcosa”. Un attacco al presidente della Provincia: “Sul metodo – conclude Pasa – richiamiamo anche il presidente Olivieri che ad inizio agosto si era impegnato a convocare una riunione con il tavolo dello sviluppo economico provinciale. Invece nulla di tutto questo”.

Diversa la posizione di Cisl e Uil. “La Uil Liguria – commentano dal sindacato – prende atto dell’importanza nazionale del progetto, ma allo stesso tempo chiede che sia valutato 

’impatto che la presenza di un rigassificatore potrà avere su un territorio fragile come il savonese. Territorio che dovrà fare i conti con una grossa servitù, e che già soffre gli effetti occupazionali di una grave crisi industriale. Nel contempo, la Uil ha espresso più volte al commissario Toti la necessità di condividere ogni azione e ogni interlocuzione relativa al futuro di questo progetto che sarà di grande impatto per il savonese”.

“Le politiche energetiche – proseguono Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Sheeba Servetto, segretaria regionale Uil Liguria con delega al savonese – dovranno avere una visione a lungo termine, una progettazione che possa dare benefici alle cittadine e ai cittadini del futuro. La compensazione, in termini di occupazione, infrastrutture e sviluppo, che il territorio dovrà avere per accogliere un impianto fortemente impattante, dovrà essere tra gli argomenti più dibattuti. La Uil Liguria è sempre pronta al dialogo e al confronto: ci aspettiamo un percorso da condividere che non sia puramente informativo ma costruttivo. Confronto e merito sono le nostre parole d’ordine”.

“È stato un incontro positivo – spiegano il segretario generale della Femca Cisl Romeo Bregata e Simone Pesce, responsabile AST Cisl Savona -. Devono essere valutate rispetto al progetto definitivo la sicurezza e l’impatto ambientale che sono stati gli argomenti principali del dibattito e del confronto con la Regione e sul quale saremo sempre disponibili ad affrontare eventuali carenze, ma crediamo che il rigassificatore sia strategico per la nostra regione e per l’intero paese”.

“Dovranno essere poi ulteriormente approfondite le dinamiche di intervento sulla rete attuale ed affrontare le eventuali modifiche a beneficio in primis sulla sicurezza per la condotta del progetto. Riteniamo inoltre indispensabile chiedere un incontro anche con SNAM al fine di perimetrare nel dettaglio le ricadute economiche e occupazionali sul territorio comprese tutte le compensazioni territoriali che sono doverose e necessarie. Quando ci saranno tutti gli elementi potremo dare finalmente un giudizio complessivo su questo progetto”, si legge ancora nella nota.

“Le richieste dei sindacati – commeta il presidente della Regione Liguria e commissario straordinario di Governo Giovanni Toti nel corso del tavolo di confronto – riguardano condivisione e informazione circa un progetto che credo ormai tutti comprendano essere strategico per la salute economica del Paese, ancor più nel momento in cui alla crisi russo-ucraina si somma quella israelo-palestinese. Dal Medio Oriente, fronte dai contorni certamente molto gravi, arrivano notizie secondo cui in alcuni giacimenti l’estrazione è già in calo. Questo scenario rischia pertanto di riproporre le difficoltà economiche già vissute dalle famiglie italiane e da tutto il nostro sistema produttivo”.

“Da un punto di vista occupazionale, i sindacati hanno chiesto che il rigassificatore rappresenti anche l’occasione di condividere nuove politiche di crescita industriale per una maggiore competitività della provincia di Savona. Temi su cui mi trovo d’accordo e che esprimono la sensibilità del territorio sullo sviluppo dello stesso e che rispecchiano le basi del Piano energetico nazionale voluto dall’allora governo Draghi e sostenuto dall’attuale governo Meloni. Abbiamo inoltre – conclude Toti – tracciato le fasi di un percorso ancora lungo, che prevederà ulteriori momenti di incontro, anche con i sindacati, soprattutto per ragionare sulla parte degli investimenti e delle opere d’accompagnamento e competitività al progetto”.