Luca de Carolis
L’avvocato che sente e vede le difficoltà di Elly Schlein cerca, ancora, spazio e idee alla sua sinistra. In un uggioso lunedì Giuseppe Conte prima va nella sede della Filt Cgil a Roma, nella multietnica piazza Vittorio, a (ri)parlare di guerra, lamentandosi ancora dell’Unione europea “appiattita sulla Nato” e per una strategia sul conflitto in Ucraina “che è solo militare”. Poi in serata rivede Beppe Grillo nella usuale tana romana del Garante, un albergo con vista sui Fori, per un incontro a porte chiuse su lavoro e pensioni con un po’ di big del M5S e l’ancora presidente dell’Inps Pasquale Tridico: destinato, giurano, a una candidatura alle prossime Europee.
Pensa già alle urne della prossima primavera, il leader dei 5 Stelle, e l’ovvio corollario è la competizione con il Pd. Per questo vorrebbe mostrare la capacità del M5S di radunare ancora gente con la manifestazione del 17 giugno a Roma, dove si parlerà di diritti, lavoro e guerra. “Noi 5Stelle stiamo in mezzo alla gente, al popolo” rivendica Conte dal microfono, durante la presentazione del libro di Fabrizio Barca Disuguaglianze e conflitto, un anno dopo: dialogo con Fulvio Lorefice. Nella sala del sindacato rosso, l’ex ministro ed ex possibile salvatore della sinistra annuisce alle sue considerazioni e lo colma di elogi. Ma c’è anche Michele De Palma, segretario della Fiom, che suona note simili a quelle dell’avvocato: “Ormai c’è la disabitudine alla complessità, anche sul conflitto in Ucraina, ma sulle sue ragioni è giusto interrogarsi”. Ed è già un risultato per Conte: riparlare di guerra trovando sorrisi nella Cgil. Per Schlein non sarebbe possibile. “La missione del cardinale Zuppi in Ucraina è il segno che la Santa Sede vuole promuovere un percorso di pace” teorizza l’ex premier, che punge il Corriere della Sera: “Su un quotidiano sono finito in una lista di putiniani solo perché sostenevo le ragioni di un negoziato”.
Accenna anche alla riorganizzazione del M5S: “Torniamo alla prospettiva dei meet up” . Poi saluta. “Ma Schlein avrebbe potuto parlare come lei sulla guerra, qui?” gli chiedono sulle scale, e lui sorride. Ma Grillo ci sarà il 17 giugno? Un big è scettico: “Non credo”. L’organizzazione al momento non lo ha previsto. Di certo il fondatore c’è alla chiacchierata con Tridico. Dovrebbe restare a Roma anche oggi. Magari, anche per parlare del suo contratto con il Movimento: da rinnovare.

