CALENDA TIEPIDO SULLA DEM: ” LE SUE POSIZIONI MASSIMALISTE SONO SIMILI A QUELLE DEI PENTASTELLATI”
Antonio Bravetti
Danza Giuseppe Conte. Invita Elly Schlein a un balletto con regole e tempi. Passi, abbracci, distanze. Mercoledì le ha telefonato, ieri l’ha invitata pubblicamente a combattere con lui per il salario minimo, domani sfileranno insieme a Firenze, al corteo anti fascista. «Saranno i fatti a dire se con lei sarà una vera svolta per il Pd», dice Conte al consiglio nazionale del Movimento 5 stelle. Un’apertura, senza fretta. Ce l’hanno altri: «Conte, Calenda e Schlein lavorino insieme per battere la destra», è l’auspicio di Achille Occhetto. Ma il leader di Azione non ci vuol salire sulla gioiosa macchina da guerra del terzo millennio e semina dubbi: «Le posizioni massimaliste di Schlein sono più o meno quelle del M5S – ragiona Calenda – lì sarà lo scontro, tra Conte e Schlein».
Ieri pomeriggio il leader pentastellato ha riunito i vertici del Movimento nella sede di Campo Marzio, tre ore di confronto. L’ex premier racconta di aver telefonato alla neo segretaria: «Le ho augurato di poter portare avanti il suo progetto di rinnovamento del Pd». È l’avvio di un confronto, non ancora un dialogo: «Serve prudenza, un nuovo segretario non significa un nuovo Pd. Speriamo incida davvero a fondo sulla riorganizzazione strutturale. Le servirà tanta per forza cambiarlo, perché noi sappiamo bene cosa significa confrontarsi con un partito dilaniato dalle correnti, conosciamo molto bene come è strutturato questo partito di antica tradizione. Vediamo se riesce davvero a imprimere dei cambiamenti». Lo ripete più volte, calca il concetto: «Aspettiamola alla prova dei fatti».
Le elezioni europee sono lontane, le politiche ancor di più. Prima di parlare di alleanze, Conte auspica «un dialogo con i nuovi vertici per misurarci su obiettivi concreti». Immagina «convergenze su battaglie comuni in Parlamento», a partire dal salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora. In un video diffuso sui social chiede a opposizioni e maggioranza di approvare la proposta di legge che porta la sua firma. Un appello, un invito a scendere in pista: «Elly Schlein ha detto che è una priorità, Calenda ha aperto, ora ci rivolgiamo anche alle forze di maggioranza. A Meloni, Berlusconi, Salvini dico: convenite con noi che è un’emergenza nazionale? Non dobbiamo farne una questione di battaglia politica partitica, di orticello, ma fare in modo di dare attuazione a un principio costituzionale. Peggio di noi c’è solo la Romania. Non possiamo più attendere. È ora di passare dalle parole ai fatti. Basta buste paga da fame per oltre quattro milioni di lavoratrici e lavoratori».
Se il salario minimo può essere il primo punto di contatto tra Cinquestelle e democratici, su altro al momento restano le distanze. «Il Pd è un partito che si dichiara pacifista e poi invia le armi in Ucraina – sottolinea il presidente M5S – si dichiara ambientalista e poi costruisce l’inceneritore a Roma». Sono due terreni di sfida, su cui Schlein avrà pochi margini di manovra. Conte lo sa, «ma è importante fare chiarezza», spiega a capigruppo, vicepresidenti e coordinatori che lo ascoltano. E annuiscono, al ritmo della musica. —

