Luisa Barberis
Savona
Subito un direttore per l’Asl savonese». All’indomani della nomina di Marco Damonte Prioli alla guida del San Martino, sindacati, mondo della politica e della sanità savonese sono concordi nel rivendicare la necessità che l’azienda locale abbia una nuova propria guida e non un commissario “a scavalco” con l’Imperiese. L’ipotesi della Regione è nominare il direttore generale dell’Asl 1, Luca Stucchi, come reggente del Savonese, in attesa di attingere dalle liste e individuare (scegliendo anche fuori regione) il nuovo manager.
La situazione ha già innescato il botta e risposta tra il consigliere regionale Pd, Roberto Arboscello, e il governatore Giovanni Toti. «Per Savona serve un nuovo direttore, senza opzioni transitorie: no a commissari o accorpamenti – attacca Arboscello -. Il presidente Toti e l’assessore Gratarola provvedano a una nomina immediata. Il territorio, già sofferente in tema di servizi sanitari e con davanti grandi sfide di investimenti, non può permettersi di rimanere senza direzione. Sono molto critico anche sull’ipotesi commissario straordinario: parrebbe un possibile preludio a un accorpamento tra Asl 1 e 2».
La replica di Toti e Gratarola è arrivata a stretto giro: «Non c’è alcuna ipotesi di accorpamento delle Asl liguri. Anche nel piano socio sanitario che verrà presentato non vi è la fusione tra aziende, ma una sempre maggiore integrazione per soddisfare al meglio i bisogni sanitari dei cittadini». Ma a rivendicare un direttore è la provincia intera che, nel congratularsi con Prioli, chiede risposte alla Regione. «L’ipotesi a scavalco non ci piace, ma non ha senso – precisa Andrea Pasa (Cgil) -. È l’ennesimo sbaglio in tema di socio-sanitario. Continuano a non condividere alcuna scelta con il territorio: chiediamo un confronto».
Anche la Cisl sottolinea l’importanza di avere un nuovo interlocutore che si dedichi solo al Savonese, come spiega Simone Pesce: «No ai responsabili a scavalco o a reggenze prolungate, che determinerebbero ulteriori problemi. Auspichiamo pertanto una nomina con piena titolarità per affrontare i tanti problemi e magari una maggiore stabilità in considerazione dei troppo frequenti cambi di direzione». Altrettanto chiara Milena Speranza (Uil): «Ci auguriamo che il paventato commissariamento dell’Asl 2 non duri a lungo e che si faccia chiarezza su ipotesi come l’accorpamento di alcuni dipartimenti. Entrambe le Asl sono in crisi: le liste di attesa sono chilometriche. Non vorremmo che, con tutto questo parlare, alla fine, si sommassero solo i problemi».
Poi ci sono le richieste del mondo sanitario, portate avanti dal comitato “Amici del San Paolo” per voce del presidente Giampiero Storti: «Nel porgere le congratulazioni a Damonte Prioli per la prestigiosa nomina, ringraziandolo per il positivo lavoro svolto e per essere riuscito ad aprire il Centro Ictus dopo trent’anni di attesa, ci auguriamo che nella nuova sede non dimentichi i problemi del San Paolo. La mancanza di anestesisti rianimatori impedisce ai chirurghi di abbattere le infinite liste di attesa creando ai cittadini un profondo disagio e l’impossibilità di curarsi. Sono innegabili le preoccupazioni sul commissariamento e sull’accorpamento delle due Asl. La somma di due gravi debolezze non può che originare un’ulteriore débâcle».