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Sanità, acqua, ambiente e viabilità: le principali decisioni che interrogano il futuro del territorio savonese.
Dal nuovo piano sanitario all’acqua di Borgio Verezzi, passando per A10 e nucleare: cinque vicende diverse mostrano un territorio coinvolto troppo spesso a scelte già impostate.
Nel Savonese si moltiplicano le decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini, ma troppo spesso il territorio viene coinvolto soltanto quando le scelte sono già impostate. È il filo che unisce le principali notizie della settimana: il nuovo piano sanitario ligure, il divieto di utilizzare l’acqua a fini alimentari a Borgio Verezzi, la battaglia contro l’inceneritore in Val Bormida, i cantieri sull’A10 e la candidatura di Genova a sede della futura Agenzia italiana per il nucleare.
Temi diversi, ma con una domanda comune: chi decide, sulla base di quali dati e con quale partecipazione delle comunità interessate?
Sanità savonese, il fronte contrario al nuovo piano si allarga
Il confronto sul Piano organizzativo aziendale di ATS Liguria ha compiuto un salto di qualità. Alle contestazioni delle opposizioni e alle preoccupazioni espresse dai sindaci si è aggiunta la presa di posizione di numerosi ex primari del San Paolo e del Santa Corona, intervenuti durante l’incontro promosso dall’Ordine dei medici di Savona.
Secondo quanto emerso, il nuovo assetto potrebbe comportare la perdita di quattro o cinque strutture complesse e l’accorpamento con Imperia di alcune direzioni. Fra i servizi indicati come più esposti figurano Malattie infettive, Anatomia patologica, Radioterapia e Senologia.
La Regione sostiene che le prestazioni resteranno garantite. I medici avvertono però che privare un reparto della propria direzione e della capacità di programmazione può indebolirlo anche senza chiuderlo formalmente.
Il punto, dunque, non è soltanto contare le porte che resteranno aperte. Occorre sapere dove saranno assunte le decisioni, quanti professionisti saranno presenti, quali primariati resteranno a Savona e quali risorse verranno assegnate ai singoli presìdi. Intanto alcuni sindaci stanno lavorando alla costituzione di un coordinamento territoriale a difesa della sanità savonese.
Una riorganizzazione di questa portata non può essere valutata attraverso rassicurazioni generiche. Servono una tabella comparativa fra il piano attuale e quello futuro, dati su organici e posti letto e un confronto pubblico prima dell’approvazione definitiva.
Anche Albisola Superiore dovrebbe partecipare formalmente al coordinamento, perché le conseguenze dell’indebolimento del San Paolo non si fermerebbero certamente ai confini del Comune di Savona.
Fonti: l’incontro degli ex primari e il coordinamento dei sindaci.
PFAS nell’acqua: Borgio Verezzi attende risposte
A Borgio Verezzi il sindaco ha vietato temporaneamente l’uso alimentare dell’acqua dell’acquedotto comunale dopo la segnalazione della presenza di PFAS in uno dei quattro pozzi.
Il divieto riguarda il consumo, la preparazione degli alimenti e gli altri usi potabili. L’acqua può continuare a essere impiegata soltanto per finalità igienico-sanitarie.
Il provvedimento precauzionale è comprensibile, ma la comunicazione pubblica deve ora compiere un passo ulteriore. I cittadini hanno diritto di conoscere la data del campionamento, le singole sostanze individuate, le concentrazioni rilevate, i valori di riferimento utilizzati, il laboratorio incaricato e i tempi previsti per le controanalisi.
I PFAS sono sostanze persistenti e il tema richiede rigore. Non serve alimentare allarmismi, ma non sono sufficienti neppure rassicurazioni prive dei dati analitici.
La vicenda dovrebbe inoltre spingere Provincia, ASL e gestori a chiarire quale monitoraggio venga svolto negli altri acquedotti del Savonese e con quale frequenza.
Fonte: ordinanza e divieto per l’acqua di Borgio Verezzi.
Inceneritore, a Cairo il “no” dovrà diventare un atto
Venerdì 2 ottobre alle 8.30 il Consiglio comunale di Cairo Montenotte discuterà la mozione delle opposizioni che chiede un rifiuto senza condizioni dell’inceneritore e una diffida alla Regione affinché non prosegua verso l’individuazione di Cairo come possibile sede.
Dopo mesi di dichiarazioni, assemblee e polemiche sulla trasparenza della procedura, il voto rappresenterà un passaggio politico concreto. La contrarietà espressa dal sindaco dovrà misurarsi con un testo scritto, con impegni precisi e con la possibilità di predisporre gli strumenti amministrativi e legali necessari.
Anche l’orario scelto merita attenzione. Convocare una seduta così rilevante alle 8.30 di un giorno lavorativo non facilita la partecipazione dei cittadini.
Il Comune dovrebbe garantire la diretta streaming, pubblicare anticipatamente la mozione, assicurare un voto nominale e rendere disponibile rapidamente il verbale. La trasparenza non può essere invocata soltanto quando riguarda gli altri enti.
Fonte: convocazione del Consiglio comunale di Cairo.
A10, un tavolo utile soltanto se produrrà impegni verificabili
Sul fronte dei trasporti, la Provincia di Savona ha raccolto la richiesta del sindaco di Alassio e proposto un tavolo fra Comuni, concessionarie e istituzioni per affrontare i cantieri e le congestioni tra Savona e Albenga.
Fra le ipotesi figura la sospensione dei lavori nei fine settimana fino alla fine di ottobre. La proposta è positiva, ma al momento mancano una data, l’elenco dei partecipanti e decisioni operative.
Per il territorio non serve un’altra sede nella quale descrivere code già perfettamente visibili. Occorre un calendario pubblico dei cantieri, con corsie chiuse, lavorazioni effettive, flussi previsti e misure da adottare quando il traffico autostradale si riversa sull’Aurelia.
Albisola Superiore deve essere coinvolta. Il Comune subisce contemporaneamente gli effetti dei cantieri autostradali, dell’Aurelia bis e del traffico collegato alle attività portuali.
Senza un coordinamento reale, ogni problema sulla rete principale si trasferisce sulle strade urbane, lasciando ai residenti rumore, inquinamento e tempi di percorrenza imprevedibili.
Fonte: la proposta della Provincia per la viabilità del Ponente.
Nucleare, la Liguria si candida ma il territorio deve conoscere le ricadute
Il Senato ha approvato definitivamente, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile. Il Governo dovrà ora definire la disciplina relativa a impianti, sicurezza, combustibile esaurito e rifiuti radioattivi.
Il presidente della Regione Marco Bucci ha rilanciato la candidatura di Genova a sede della futura Agenzia italiana del nucleare, richiamando le competenze di Ansaldo Nucleare e della filiera ligure.
La delega non autorizza automaticamente la costruzione di centrali in Liguria, ma apre una fase nella quale le scelte normative e industriali diventeranno più concrete.
Per questo è necessario chiarire fin da ora quale ruolo venga immaginato per il Savonese, se esistano interlocuzioni relative ad aree industriali o portuali e quali garanzie di informazione e partecipazione accompagneranno qualsiasi futura decisione.
Il territorio ha già conosciuto abbastanza progetti presentati come inevitabili prima ancora di essere discussi.
Fonte: il voto sulla delega e la candidatura avanzata dalla Liguria.
Il punto politico: i dati devono precedere le decisioni
Dalla sanità all’acqua, dall’inceneritore alla mobilità, fino alle strategie energetiche, questa settimana consegna al Savonese la stessa lezione: la partecipazione non può cominciare quando tutto è già deciso.
Servono documenti accessibili, dati confrontabili, tempi certi e sedi pubbliche nelle quali le istituzioni rispondano nel merito.
Difendere il territorio non significa opporsi automaticamente a ogni cambiamento. Significa pretendere che chi governa dimostri l’utilità delle proprie scelte, ne misuri gli effetti e ascolti davvero le comunità che dovranno conviverci.
È una richiesta elementare. Proprio per questo, qualche volta, sembra rivoluzionaria.
