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A10, traffico pesante e incidenti continuano a condizionare la mobilità del Ponente ligure. Nell’intervento di Paolo Forzano una dura critica alla politica infrastrutturale degli ultimi decenni.

L’intervento dell’ing. Paolo Forzano: dalle dimissioni di Olivieri all’emergenza A10, cinquant’anni di promesse e infrastrutture ancora insufficienti

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’ing. Paolo Forzano sulla situazione delle infrastrutture del Ponente ligure e sulle recenti dimissioni del presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri. Le opinioni e i giudizi espressi sono dell’autore.

È assolutamente incredibile che il Ponente savonese sia in balia di “Nessuno”!

Così Ulisse disse di chiamarsi «Nessuno» per ingannare il ciclope Polifemo nel Libro IX dell’Odissea.

Quanti “nessuno”, personaggi politici, abbiamo nel Ponente ligure, nelle province di Savona e Imperia?

Uno di questi “nessuno” è sicuramente il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri, dimissionario oggi, dopo anni di presidenza durante i quali, a mio giudizio, non ha avuto nessuna “grinta” nell’affrontare il problema delle autostrade della provincia di Savona.

Scaldava la poltrona, e prendeva anche una certa mercede. Tranquillo.

Ogni tanto un bla bla con suoi colleghi, bla bla che non hanno mai prodotto null’altro se non un incontro tra “amici” con relativo brindisi.

Non sentiremo la sua mancanza!

Ma purtroppo non è il solo. Anzi. Se qualcuno ritiene che qualche politico abbia combattuto seriamente per il problema delle infrastrutture nel Ponente ligure è pregato di dirlo.

Dell’Albenga-Predosa se ne parla da decenni, ma anche qui, nonostante la statura e l’impegno dell’ex ministro Scajola, non c’è nulla di concreto. Bla bla.

Incontri anche interregionali, uguale bla bla interregionali.

In sintesi: politici del Ponente ligure, di destra o di sinistra, in cinquant’anni non hanno prodotto, a mio giudizio, quanto sarebbe stato necessario per le nostre infrastrutture: A10, A6, ferrovia Savona-Ceva, ferrovia Savona-Alessandria, Aurelia Bis, connessione porto di Savona-autostrada, connessione autostrada-Ospedale San Paolo di Savona, ascensori vari a Savona.

Ora facciamo il punto

Pensiamo ai gravi eventi di questi giorni: morti, feriti, A10 bloccata per ore e il Ponente ligure praticamente paralizzato.

Una situazione fatta di incidenti e interruzioni del servizio che si perpetua ormai da anni e che viene ulteriormente aggravata dalla presenza di numerosi cantieri e cambi di corsia.

Da molti anni il numero dei TIR è aumentato notevolmente e spesso ci troviamo davanti a veri e propri “trenini” di mezzi pesanti lunghi chilometri, mentre al resto del traffico rimane una sola corsia.

E ricordiamo anche la mancanza, in molti tratti, della corsia di emergenza.

Programmare uno spostamento è diventato un terno al lotto.

Quanto tempo prima bisogna partire da Savona per raggiungere l’aeroporto di Genova?

Sono circa 42 chilometri: in teoria una quarantina di minuti. In teoria, appunto.

Alcuni giorni fa un mio amico di Alassio doveva accompagnare la madre a una visita medica a Genova. Parte alle 13. Alle 17.30 è ancora ad Arenzano: disdice la visita e torna indietro.

Ne approfitta per una “veloce commissione” a Savona.

Arrivo ad Alassio: ore 21.30.

No comment.

Siamo in emergenza

Autostrade e ferrovie servono per il lavoro, lo studio, il turismo e praticamente qualsiasi attività economica e sociale.

Le ferrovie Savona-Ceva e Savona-Alessandria, considerati i tempi di percorrenza, non rappresentano oggi un’alternativa adeguata.

Quello che ci rimane sono soprattutto le autostrade A10 e A6.

Ma tra TIR, cantieri e incidenti, anche queste sono diventate fonte continua di disagi e, soprattutto, teatro di incidenti che possono avere conseguenze gravissime.

Quando la A6, allora a una sola corsia per senso di marcia, venne definita “l’autostrada della morte”, si intervenne.

La domanda, volutamente provocatoria, oggi è questa:

Dobbiamo arrivare a definire anche l’A10 “l’autostrada della morte” prima che qualcuno affronti davvero il problema?

Ing. Paolo Forzano