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Il Consiglio comunale straordinario di Cairo Montenotte del 18 settembre ha confermato la contrarietà politica all’inceneritore. Ora il confronto si sposta sulle iniziative concrete che il Comune intende assumere nei confronti di Regione Liguria e ARLIR.
Consiglio comunale partecipato sul termovalorizzatore. Lambertini conferma la contrarietà dell’amministrazione, mentre le opposizioni chiedono iniziative formali verso la Regione e di prepararsi anche a un eventuale ricorso al TAR.
La domanda che avevamo posto alla vigilia del Consiglio comunale di Cairo Montenotte era molto semplice: il “no” unanime all’inceneritore espresso nel 2025 vale ancora?
La risposta arrivata il 18 settembre è, almeno sul piano politico, affermativa.
Il sindaco Paolo Lambertini ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione alla realizzazione dell’inceneritore in Val Bormida.
Allo stato attuale è importante ricordarlo: non esiste ancora alcun progetto approvato. La procedura per l’individuazione dell’impianto ligure è ancora in corso.
Una sala piena e un territorio che vuole risposte
Il Consiglio straordinario era stato convocato per discutere l’interrogazione presentata il 24 luglio dai cinque consiglieri di opposizione e la successiva diffida del 28 agosto.
La sala consiliare era gremita da numerosi cittadini. Tra loro erano ben visibili anche gli attivisti del Coordinamento No Inceneritore della Valle Bormida Ligure e Piemontese, presenti con le loro magliette, a testimonianza di una mobilitazione che ormai coinvolge entrambi i versanti della Valle.
Una presenza che ha accompagnato la seduta e che conferma quanto la questione sia diventata centrale per il territorio.
Ma proprio dal Consiglio è emersa una nuova domanda: essere contrari è sufficiente oppure è arrivato il momento di trasformare quella posizione politica in atti concreti?
Le opposizioni chiedono di prepararsi anche al TAR
I cinque consiglieri di opposizione hanno chiesto che il Comune assuma una posizione più incisiva nei confronti della Regione, compreso un incontro istituzionale e l’avvio di un’istruttoria che consenta di preparare un eventuale ricorso al TAR qualora Cairo venisse scelta come sede dell’impianto.
Durante la seduta è stata inoltre presentata una mozione per riaffermare un “no totale e incondizionato” al termovalorizzatore e chiederne la votazione immediata.
Il sindaco ha scelto di rinviarne l’esame. Lambertini ha comunque ribadito la contrarietà dell’amministrazione all’impianto e respinto le contestazioni dell’opposizione.
Ed è probabilmente questo uno dei punti politici da seguire con maggiore attenzione nelle prossime settimane.
Spunta anche un documento di Italiana Coke
Nel dibattito è emerso un altro elemento che merita approfondimento.
La consigliera Giorgia Ferrari ha richiamato un documento di Italiana Coke datato febbraio 2025 nel quale, secondo quanto da lei riferito in Consiglio, si farebbe riferimento a interlocuzioni con il Comune su una possibile riconversione dell’area, anche nella prospettiva di un impianto di incenerimento.
Su questo punto occorre essere rigorosi: non possiamo ancora considerare accertato il contenuto del documento sulla sola base del confronto politico.
Il passo successivo dovrebbe quindi essere molto semplice: acquisire il documento originale, renderlo pubblico e ricostruire esattamente quali interlocuzioni ci siano state, quando e su quali ipotesi.
Dal “siamo contrari” al “che cosa facciamo?”
Il Consiglio del 18 settembre ha dunque chiarito una cosa importante: Cairo continua a dichiararsi contraria all’inceneritore.
Ma da oggi la domanda cambia.
Non soltanto:
«Siete favorevoli o contrari?»
Ma:
«Quali atti concreti siete disposti ad adottare se la scelta dovesse cadere sulla Val Bormida?»
Accesso ai documenti, iniziative formali verso Regione Liguria e ARLIR, approfondimenti tecnici e giuridici e, se ne ricorressero le condizioni, tutela del Comune davanti alla giustizia amministrativa.
La posizione politica conta.
Ma quando una procedura amministrativa avanza, alle parole devono seguire gli atti.
Ed è soprattutto su questi che, da oggi, dovrà concentrarsi l’attenzione di Cairo e dell’intera Val Bormida.
