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Il Comune di Cairo Montenotte torna a discutere dell’inceneritore. Il 18 settembre è convocato il Consiglio comunale straordinario: dopo il “no” unanime del 2025 e le indiscrezioni sull’ipotesi Bragno, maggioranza e opposizioni sono chiamate a fare chiarezza.
Il 18 settembre Consiglio comunale straordinario sul termovalorizzatore. Sullo sfondo l’ipotesi Bragno: dopo il voto contrario di un anno fa, maggioranza e opposizioni sono chiamate a fare chiarezza.
Il prossimo 18 settembre Cairo Montenotte tornerà a discutere ufficialmente dell’inceneritore. È stato infatti convocato il Consiglio comunale straordinario richiesto dalle opposizioni, in un momento particolarmente delicato della procedura avviata per individuare il futuro impianto ligure.
E questa volta sarà difficile limitarsi a dichiarazioni generiche.
Perché nel frattempo lo scenario è cambiato.
Tra le localizzazioni indicate dalle ricostruzioni giornalistiche sulle proposte in esame compare anche l’area di Bragno legata a Italiana Coke, insieme a Ferrania e Cengio. È importante ribadirlo: Regione Liguria e ARLIR non hanno ancora ufficializzato la scelta del progetto né del sito. Ma proprio per questo il Consiglio del 18 settembre rappresenta l’occasione per chiedere informazioni precise e una posizione politica altrettanto precisa.
Cairo aveva già detto no. All’unanimità
C’è infatti un precedente che non può essere dimenticato.
Il 28 aprile 2025 il Consiglio comunale di Cairo Montenotte approvò all’unanimità un ordine del giorno con il quale fece propria la posizione dei 19 sindaci della Val Bormida contrari alla realizzazione di un termovalorizzatore nella Valle.
Non fu una semplice dichiarazione alla stampa.
Fu una deliberazione del Consiglio comunale, trasmessa alla Presidenza della Regione Liguria, all’assessorato regionale competente, alla Giunta e al Consiglio regionale, alla Prefettura e agli altri Comuni della Valle.
Oggi quindi la domanda è semplice:
quel no vale ancora?
Il punto non è essere contrari finché l’impianto è soltanto un’ipotesi
La questione politica sta tutta qui.
È relativamente facile dichiararsi contrari a un inceneritore quando non esistono ancora progetti concreti sul proprio territorio.
Molto più significativo è mantenere quella posizione quando cominciano a circolare localizzazioni, proposte industriali, possibili compensazioni e interessi economici.
Se Bragno fosse realmente una delle aree proposte, Cairo sarebbe direttamente coinvolta nella partita.
E allora il Consiglio comunale dovrebbe chiarire senza ambiguità se considera ancora vincolante politicamente la posizione assunta nel 2025.
Servono anche risposte dalla Regione
Il Consiglio del 18 settembre dovrebbe però servire anche a qualcosa di più.
Cairo dovrebbe chiedere formalmente a Regione Liguria e ARLIR di conoscere, non appena le regole della procedura lo consentiranno, quali progetti riguardano il territorio comunale, quale capacità prevedono, quali rifiuti dovrebbero essere trattati e da dove arriverebbero.
Perché discutere di un impianto potenzialmente da centinaia di migliaia di tonnellate senza conoscere questi elementi significa discutere al buio.
E c’è un altro aspetto che rende particolarmente delicata l’ipotesi Bragno.
Proprio in quell’area la Val Bormida ha già dovuto affrontare il problema delle ceneri provenienti dall’inceneritore del Gerbido di Torino, accumulate in quantità molto superiori a quelle autorizzate nel capannone Ecocem.
Un precedente che rende ancora più difficile liquidare le preoccupazioni del territorio come semplice opposizione ideologica.
Il 18 settembre si misura la coerenza
Il Consiglio straordinario può quindi diventare un passaggio importante.
Non perché quel giorno verrà deciso dove costruire l’inceneritore: quella decisione non è stata ancora presa.
Ma perché Cairo potrà dire chiaramente se intende difendere la posizione assunta all’unanimità nel 2025 anche oggi che l’ipotesi dell’impianto sembra essersi avvicinata molto di più al suo territorio.
Il 18 settembre, più che sull’inceneritore, si voterà sulla coerenza della politica cairese.
Ed è una votazione che tutta la Val Bormida avrà interesse a seguire.
