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Illustrazione simbolica con urna, cittadini, scuola e strade per le elezioni provinciali di Savona.

Il 22 novembre si rinnovano presidente e Consiglio provinciale. Centrodestra e centrosinistra presentano le proprie squadre, ma a scegliere saranno soltanto gli amministratori comunali. Eppure scuole, strade e ambiente riguardano tutti.

La Provincia di Savona si prepara alle elezioni di domenica 22 novembre 2026. A contendersi la presidenza sono Mauro Demichelis, sindaco di Andora, per il centrodestra, e Gianluca Nasuti, sindaco di Albissola Marina, per il centrosinistra. Due candidature, due liste, due proposte politiche per il territorio. Con un grande assente dalla cabina elettorale: il cittadino.

A votare saranno infatti soltanto i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei Comuni della provincia. Un’elezione di secondo livello, che affida agli amministratori locali la scelta degli organi provinciali. Un meccanismo previsto dalle regole attuali, ma del quale è legittimo discutere l’opportunità politica.

Il centrodestra: “Provincia di Savona Più”

La lista che sostiene Mauro Demichelis presenta dieci candidati al Consiglio provinciale:

  • Demis Aghittino — Loano;
  • Massimo Arecco — Savona;
  • Marco Beltrame — Celle Ligure;
  • Roberto Casanova — Roccavignale;
  • Francesco Dotta — Cengio;
  • Maura Firpo — Finale Ligure;
  • Luana Isella — Loano;
  • Guido Lugani — Albenga;
  • Veronica Parodi — Pontinvrea;
  • Roberta Zucchinetti — Alassio.

Una squadra che riunisce amministratori della costa e dell’entroterra e comprende l’attuale presidente facente funzioni Demis Aghittino. Demichelis propone una Provincia capace di raccogliere le esigenze dei Comuni e tradurle in interventi per il territorio.

Il centrosinistra: “Uniti per la Provincia”

Il centrosinistra punta su Gianluca Nasuti. Nella presentazione della lista “Uniti per la Provincia” sono stati indicati otto nomi:

  • Gianluca Nasuti — Albissola Marina;
  • Stefania Scarone — Albisola Superiore;
  • Irene Patrone — Celle Ligure;
  • Nadia Ottonello — Quiliano;
  • Maria Grazia Oliva — Borghetto Santo Spirito;
  • Rodolfo Mirri — Carcare;
  • Gianpiero Borreani — Mioglia;
  • Alberto Passino — Albenga.

Nasuti ha rivendicato la necessità di restituire centralità alla Provincia, evidenziando differenze politiche rispetto allo schieramento avversario anche sul tema dell’inceneritore in Val Bormida. Il confronto, dunque, riguarda scelte e visioni del territorio, oltre ai nomi.

Gli elenchi riportano le candidature annunciate nelle presentazioni delle due liste tra il 1° e il 2 novembre. Al momento della verifica, la pagina istituzionale dedicata ai candidati consiglieri risultava ancora in aggiornamento.

Scuole, strade, ambiente: la Provincia conta ancora

Raccontare la Provincia come un ente ormai privo di peso significa ignorarne le responsabilità concrete. Basta pensare all’edilizia delle scuole superiori: manutenzione, sicurezza degli edifici, palestre e adeguatezza degli spazi. Per studenti, famiglie e personale scolastico, sono condizioni essenziali della vita quotidiana.

Ci sono poi le strade provinciali, la loro manutenzione e sicurezza: collegamenti fondamentali soprattutto per l’entroterra, dove un’interruzione può isolare comunità e danneggiare attività economiche.

L’ente esercita inoltre funzioni di pianificazione territoriale e competenze ambientali, con uffici dedicati ad autorizzazioni, rifiuti, emissioni, acque e bonifiche, secondo la ripartizione delle responsabilità tra le diverse amministrazioni. Non decide tutto da solo, ma partecipa a procedimenti che possono incidere profondamente sul territorio.

Sono attività tecniche, certamente. Ma stabilire le priorità degli investimenti, distribuire risorse e definire indirizzi amministrativi significa anche compiere scelte politiche. La competenza degli uffici e la responsabilità degli eletti hanno ruoli distinti, entrambi indispensabili.

Restituire ai cittadini la scelta

È proprio qui che il sistema di secondo livello mostra il suo limite politico. Gli amministratori comunali hanno una legittimazione democratica, ma sono stati eletti per governare o rappresentare il proprio Comune. Ai cittadini manca un voto specifico sui programmi e sui candidati alla guida della Provincia.

Il rischio è che il confronto si concentri sugli equilibri tra amministrazioni e partiti, mentre scuole, viabilità e ambiente restano sullo sfondo. Il ritorno all’elezione diretta riporterebbe questi temi davanti agli elettori, obbligando gli schieramenti a spiegare pubblicamente priorità, impegni e risultati.

Per questo le provinciali dovrebbero tornare elezioni di primo livello, con il voto di tutti i cittadini aventi diritto. Servirebbero anche risorse adeguate e competenze chiare: il solo cambiamento elettorale non risolve ogni problema, ma ristabilisce un rapporto diretto tra chi decide e chi vive le conseguenze delle decisioni.

Il 22 novembre saranno gli amministratori a scegliere secondo le regole vigenti. La questione democratica, però, resta: se la Provincia ha responsabilità sulla vita di tutti, tutti dovrebbero poter scegliere chi la governa.

Fonti: Provincia di Savona, elezioni provinciali 2026; Provincia di Savona, elettorato attivo; AlbengaCorsara, lista Provincia di Savona Più, 1 novembre 2026; Savonanews, lista Uniti per la Provincia, 2 novembre 2026; Provincia di Savona, candidati consiglieri; Provincia di Savona, edilizia scolastica; Provincia di Savona, articolazione degli uffici; Provincia di Savona, viabilità ed edilizia.