Il logo ufficiale del Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida Ligure e Piemontese al centro della mobilitazione che unisce cittadini, associazioni e amministratori liguri e piemontesi contro il progetto di termovalorizzatore.

Amministratori, associazioni e cittadini ribadiscono un «No» assoluto a qualsiasi ipotesi di impianto a Cengio o Cairo Montenotte.

L’assemblea pubblica svoltasi giovedì 25 giugno nella Sala Ex Kaimano di Acqui Terme ha confermato una crescente mobilitazione dei territori liguri e piemontesi contro l’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore in Valle Bormida.

L’incontro, promosso dal Comune di Acqui Terme in collaborazione con l’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida e il Coordinamento No Inceneritore in Valle Bormida, è stato aperto dall’assessore Michele Gallizzi, che ha ricordato come il Consiglio comunale acquese avesse già approvato all’unanimità una mozione contraria all’impianto.

«Acqui Terme dice NO, un no non negoziabile», ha dichiarato Gallizzi.

Ex ACNA: bonifica ancora incompleta

Camillo Cordasco ha illustrato la situazione dell’ex ACNA di Cengio, sostenendo che il sito non sarebbe mai stato realmente bonificato ma soltanto messo in sicurezza in maniera parziale.

Cairo Montenotte non è un’alternativa

I relatori hanno ricordato la presenza della cokeria, di numerose attività industriali e di diverse discariche, oltre al recente episodio verificatosi a Ferrania, dove uno sversamento nel fiume Bormida ha provocato una moria di pesci.

Rapetti: «Una lotta di civiltà»

Il sindaco Danilo Rapetti ha definito quella contro l’inceneritore «una lotta di civiltà», ribadendo che il lavoro svolto per promuovere il territorio non può essere sacrificato per un nuovo impianto.

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