M5S Savona al bivio: tra il percorso progressista approvato dagli iscritti e la richiesta di una lista autonoma, si apre un confronto sul futuro del Movimento in città.

A Savona non si discute soltanto delle prossime elezioni comunali. Da mesi emerge una questione più profonda: cosa significa oggi essere il Movimento 5 Stelle?

Da una parte c’è il M5S guidato da Giuseppe Conte che, attraverso il percorso Nova, le votazioni degli iscritti e le successive scelte politiche, ha collocato il Movimento nell’area progressista, mantenendo la propria identità ma scegliendo di costruire alleanze sulla base di programmi condivisi.

Dall’altra c’è una componente del Movimento savonese rappresentata dai consiglieri comunali Manuel Meles e Federico Mij che continua a rivendicare un percorso autonomo e una netta discontinuità rispetto all’amministrazione Russo.

Le recenti aperture di Fabio Orsi e Piero Santi a una possibile collaborazione con i due consiglieri sembrano confermare che il loro progetto politico stia progressivamente assumendo una fisionomia distinta da quella indicata dagli organismi territoriali del Movimento.

Il sostegno di una parte degli iscritti

A sostegno di questo impianto , su un sito espressione di una parte degli iscritti savonesi del M5S favorevoli alla linea di Meles e Mij ,si sostiene che sarebbe paradossale pensare a un dialogo con Marco Russo dopo cinque anni di opposizione in Consiglio comunale.

È una riflessione legittima.

Ma esiste anche un’altra domanda.

Un Movimento che nel frattempo è cambiato

Negli ultimi tre anni il Movimento 5 Stelle è cambiato profondamente. Si è dotato di un’organizzazione territoriale con coordinatori e referenti politici previsti dal nuovo regolamento approvato dagli iscritti. Alle elezioni regionali liguri ha partecipato in coalizione con il campo progressista. A Genova ha contribuito alla vittoria di Silvia Salis insieme a PD e AVS.

In questo contesto appare difficile sostenere che nulla sia cambiato.

Forse Meles e Mij, molto impegnati nelle dinamiche cittadine e nella critica ad alcune scelte amministrative locali, non hanno condiviso o non hanno accettato questa evoluzione.

È una posizione rispettabile.

Tuttavia resta una questione politica di fondo.

Tre anni di distanza dal percorso del Movimento

Per circa tre anni i due consiglieri hanno condiviso poco o nulla delle iniziative politiche e comunicative del Movimento savonese Provinciale ,regionale e nazionale. Oggi chiedono una lista autonoma M5S, mentre dialogano apertamente con un progetto civico promosso da esponenti provenienti dal centrodestra e da aree politiche esterne al Movimento.

Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane sembrano indicare un percorso ormai definito: apertura al dialogo con tutte le forze politiche, ma rifiuto esplicito di qualsiasi ipotesi che possa portare a sostenere Marco Russo o a partecipare a una coalizione che ne confermi la candidatura.

Nel frattempo, il coordinatore regionale Stefano Giordano continua a sostenere un metodo diverso: prima il confronto sui programmi, poi l’individuazione condivisa di un candidato, senza nomi predefiniti e senza veti preventivi.

La questione è politica

Si può certamente scegliere una strada diversa.

Si può ritenere incompatibile qualsiasi confronto con Marco Russo o con le altre forze progressiste.

Si può anche immaginare un progetto civico alternativo.

Ma appare più difficile continuare a rivendicare il simbolo e l’identità del Movimento 5 Stelle mentre il Movimento, nel frattempo, ha scelto democraticamente un’altra direzione.

La questione non è personale.

È politica.

E probabilmente il vero interrogativo non è se il Movimento debba adeguarsi alle posizioni di Meles e Mij,ma se Meles e Mij intendano ancora riconoscersi nel Movimento 5 Stelle che gli iscritti hanno deciso di costruire.


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