
La Valle Bormida ha già pagato un prezzo troppo alto all’industrializzazione del passato. Oggi merita bonifiche, innovazione, turismo e agricoltura di qualità, non nuove fonti di inquinamento. Insieme per difendere salute, ambiente ed economia locale.
L’Associazione Commercianti Albesi (ACA) prende posizione contro l’ipotesi di realizzare un inceneritore di rifiuti in Valle Bormida, indicando come particolarmente critiche le possibili localizzazioni di Cairo Montenotte e Cengio.
Nel comunicato diffuso in queste ore, l’associazione ricorda la mobilitazione avvenuta negli anni Ottanta e Novanta contro il progetto Re-Sol, previsto nell’area dell’ex Acna, sostenendo che il territorio non possa subire passivamente decisioni che potrebbero avere ricadute ambientali sull’intero comprensorio della Valle Bormida, dell’Alta Langa, delle Langhe e del Roero.
Secondo ACA, la necessità della Liguria e della città di Genova di chiudere il ciclo dei rifiuti verrebbe soddisfatta attraverso una tecnologia ritenuta «opinabile» e non in grado di rassicurare circa l’impatto sanitario sulla popolazione.
Particolare attenzione viene posta alle possibili conseguenze sulle produzioni agricole di pregio. L’associazione richiama infatti il rischio che le emissioni derivanti dall’incenerimento possano essere trasportate dai venti verso le dorsali piemontesi dove si coltivano i vitigni dell’Alta Langa, oltre alle aree del Barolo, del Barbaresco e del Roero, compromettendo produzioni considerate simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana.
ACA sottolinea inoltre il peso economico assunto dal turismo nel territorio. Nel 2025, ricordano i commercianti albesi, si sono registrati 761 mila arrivi e 1,731 milioni di pernottamenti, con una crescita rispettivamente del 9,6% e dell’11,9% rispetto all’anno precedente.
Nel documento si evidenzia come l’indotto turistico legato ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti Patrimonio UNESCO dal 2014, superi oggi i 200 milioni di euro, generando importanti ricadute occupazionali e commerciali.
L’associazione considera inoltre problematico l’aumento del traffico pesante sulle infrastrutture interregionali e giudica anacronico il ricorso all’incenerimento rispetto a modelli basati su riuso e riciclo dei materiali.
Per ACA, l’unico intervento realmente necessario nell’area ex Acna è «una bonifica seria, controllata e definitiva».
L’associazione conclude esprimendo piena solidarietà ai cittadini, ai comitati e alle istituzioni che si oppongono alla realizzazione dell’impianto e assicura il proprio sostegno affinché il progetto venga definitivamente accantonato.
Fonte: Comunicato stampa Associazione Commercianti Albesi (ACA).
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