
Il Coordinamento NO Inceneritore Valle Bormida rilancia la mobilitazione contro qualsiasi ipotesi di impianto sul territorio valbormidese.
Il Coordinamento Associazioni NO Inceneritore Valle Bormida torna a ribadire la propria totale contrarietà all’ipotesi di un impianto di incenerimento sul territorio valbormidese, replicando alle recenti dichiarazioni del presidente della CIA Savona, che aveva aperto alla possibilità di un impianto solo nel caso in cui risultasse “non inquinante”.
Secondo il Coordinamento, una simile impostazione teorica non tiene conto della realtà vissuta quotidianamente dai cittadini della Valle Bormida, un territorio che da decenni convive con criticità ambientali e industriali.
“La nostra netta contrarietà a qualsiasi impianto di incenerimento non nasce da un no ideologico, ma da motivazioni concrete”.
Nel comunicato vengono evidenziati alcuni punti centrali:
- la già forte saturazione ambientale della Valle Bormida;
- la presenza di criticità irrisolte come il deposito delle ceneri provenienti dall’inceneritore di Torino;
- le preoccupazioni per emissioni di polveri sottili, nanoparticelle e metalli pesanti;
- il rischio di compromettere il patrimonio agricolo ed enogastronomico locale.
Il Coordinamento sottolinea inoltre come la fiducia nelle rassicurazioni tecnologiche sia ormai compromessa da anni di problemi ambientali e controlli ritenuti insufficienti.
“La rappresentanza sindacale agricola dovrebbe essere la prima barriera a difesa della purezza della terra”.
Nel testo viene inoltre posta una domanda destinata a far discutere:
“La stessa apertura verrebbe espressa se l’impianto fosse previsto sulle alture di Alassio, nella piana di Albenga o sugli ex parchi carbone di Vado?”
Il Coordinamento conclude ribadendo la volontà di continuare la mobilitazione “in ogni sede” per difendere salute, ambiente e futuro economico della Valle Bormida.
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