L’analisi di Piero Bevilacqua sul Fatto Quotidiano riapre il dibattito sul ruolo del Pd e del M5S nella futura coalizione progressista.

Nel dibattito sulle future alleanze del centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2027, una parte consistente della stampa mainstream continua a indicare nel Movimento 5 Stelle e in Giuseppe Conte il principale ostacolo alla costruzione di una coalizione alternativa alla destra.

Secondo lo storico e saggista Piero Bevilacqua, intervenuto sulle pagine del Fatto Quotidiano del 15 maggio, la realtà sarebbe però opposta: il problema centrale risiederebbe nel Partito Democratico e nelle sue profonde ambiguità politiche.

Bevilacqua ricorda infatti come il Pd abbia condiviso molte delle scelte strategiche degli ultimi anni: dal sostegno militare all’Ucraina alle sanzioni contro la Russia, passando per il rispetto del Patto di Stabilità europeo, fino all’accettazione dell’attuale sistema economico e fiscale. Una linea politica che, secondo l’autore, avrebbe contribuito alla crisi sociale ed economica che oggi attraversa il Paese.

L’analisi è particolarmente dura anche nei confronti della segretaria Elly Schlein, ritenuta incapace di imprimere una vera svolta politica al Pd nonostante le aspettative iniziali.

Il rischio di un’alleanza “annacquata”

L’articolo sostiene che il Movimento 5 Stelle rischi di indebolire ulteriormente la propria identità pur di mantenere in piedi una futura alleanza elettorale. Secondo Bevilacqua, il pericolo sarebbe quello di un governo destinato al “galleggiamento”, incapace di affrontare le grandi crisi internazionali ed economiche che stanno ridefinendo gli equilibri globali.

Nel ragionamento dell’editorialista emerge una critica radicale all’attuale assetto europeo. Il ritorno del Patto di Stabilità, le politiche economiche dell’Unione Europea e il sostegno occidentale al conflitto in Ucraina vengono descritti come fattori che starebbero aggravando la condizione economica italiana ed europea.

Conte come possibile riferimento politico

Bevilacqua individua invece in Giuseppe Conte una figura che avrebbe già dimostrato capacità di governo attraverso misure come il Reddito di cittadinanza e la gestione del PNRR.

L’autore richiama anche alcune scelte di politica estera dei governi Conte, come l’adesione italiana alla Belt and Road Initiative cinese, considerandole segnali di possibile apertura verso un nuovo assetto multipolare e verso i paesi BRICS.

Secondo questa visione, l’Italia dovrebbe progressivamente ridurre la propria dipendenza strategica dagli Stati Uniti e dall’attuale struttura dell’Unione Europea, cercando nuovi rapporti economici e commerciali con Cina, Russia e Sud globale.

Un dibattito destinato a crescere

L’articolo di Bevilacqua si inserisce in un confronto sempre più acceso all’interno dell’area progressista italiana: da un lato chi punta a una coalizione ampia e moderata per battere la destra, dall’altro chi ritiene necessario costruire una proposta politica radicalmente alternativa alle politiche economiche e internazionali degli ultimi anni.

Un confronto che probabilmente accompagnerà tutto il percorso verso le elezioni politiche del 2027.


Rubrica: Rassegna stampa e analisi politica

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