
Si è svolto ieri, lunedì 2 marzo alle ore 17.30, presso l’auditorium comunale di Albisola Superiore, l’incontro pubblico promosso dal comitato referendario “Giusto dire No”, dal comitato referendario “Vota No”, con il sostegno della sezione locale dell’ANPI, dedicato al referendum sulla modifica della Costituzione in materia di giustizia.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione attenta e numerosa di cittadini albisolesi, interessati ad approfondire i contenuti della riforma e le ragioni del voto contrario illustrate dai relatori. In sala erano presenti anche il sindaco di Albisola Superiore e alcuni componenti del Consiglio comunale, sia di maggioranza sia di minoranza, a testimonianza dell’interesse istituzionale verso un tema di rilievo costituzionale.
Ad aprire l’incontro è stato Aldo Mantovani, iscritto al comitato referendario “Giusto dire No”, che ha richiamato il valore costituzionale del referendum come strumento di partecipazione democratica e l’importanza di un voto consapevole.

Sono poi intervenuti i saluti della presidente della sezione ANPI di Albisola Superiore, Silvia Parodi, che ha sottolineato il legame tra difesa della Costituzione e tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Nel merito della riforma è intervenuto Andrea Pasa, segretario generale della CGIL di Savona, che ha posto l’attenzione sulle criticità strutturali del sistema giudiziario: procure con carenze di organico, personale amministrativo insufficiente, strumenti tecnologici inadeguati. Secondo Pasa, il nodo centrale resta il rafforzamento delle risorse e non la modifica dell’assetto costituzionale.

Entrando nel merito del funzionamento della giustizia, del ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e delle ragioni del No, l’avvocato Alberto Russo e i magistrati Chiara Venturi e Fiorenza Giorgi hanno spiegato come il CSM rappresenti l’organo di autogoverno della magistratura, previsto dalla Costituzione per garantire autonomia e indipendenza da ogni interferenza politica.



Secondo i relatori, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri – oggetto del quesito – rischierebbe di alterare questo equilibrio, aprendo la strada a un pubblico ministero più esposto all’influenza dell’esecutivo. È stato evidenziato come le criticità del sistema giudiziario riguardino soprattutto carenze di organico, risorse e organizzazione, più che l’impianto costituzionale.
Il confronto si è concluso con alcune domande dal pubblico, a conferma dell’interesse e della volontà di approfondimento su un tema che incide direttamente sull’assetto istituzionale del Paese.
Un appuntamento che ha riportato al centro del dibattito locale il valore della Costituzione, l’indipendenza della magistratura e la necessità di un’informazione completa in vista del voto.

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