«Ignorati i bisogni dei pendolari Basta cattedrali nel deserto»

le reazioni
Non mancano preoccupazioni e timori per lo spostamento della ferrovia. Li esprime, ad esempio, il “Comitato” del no per il largo consumo di suolo agricolo, l’allontanamento delle stazioni dal centro e un tracciato a saliscendi che secondo gli elaborati attuali va dai 2,55 metri sotto il livello del mare di Alassio fino ai 32 sopra di Borgio, con i 30,5 di Albenga che andrebbero a creare un bel saliscendi tra la città delle Torri e quella del Muretto.
«E poi è un progetto che non tiene conto dei fabbisogni dei pendolari, scolari e turisti, al punto che viene spontaneo chiederci: una ferrovia costosissima, con un tracciato incredibilmente scomodo e irraggiungibile, ha senso di esistere?» domandano i riferenti del comitato.
Ma ad esprimere notevoli perplessità è anche il Movimento Cinque Stelle tramite il capogruppo regionale Stefano Giordano e la coordinatrice di Savona Stefania Scarone. «Il precedente raddoppio tra Andora e San Lorenzo al Mare è una cattedrale nel deserto – spiegano –: i viaggiatori sono diminuiti drasticamente, pendolari e turisti hanno preferito l’auto, aumentando traffico e inquinamento; l’assenza di navette di collegamento con i centri cittadini ha reso l’opera poco fruibile. Non possiamo permetterci di ripetere questo modello: i cittadini non devono essere costretti a usare l’auto per raggiungere la stazione. È indispensabile modernizzare la linea esistente, offrire servizi ferroviari efficienti e garantire l’accessibilità delle località costiere». —
l.reb
