Assemblea M5s, Conte prepara la battaglia finale Deroga al tetto dei mandati e garante depotenziato

roma 
Ora il pallino dell’assemblea costituente torna in mano a Giuseppe Conte. Oggi si riunisce il Consiglio nazionale del Movimento 5 stelle, che deve decidere come ultimare il percorso che porta all’atto finale del 23 e 24 novembre al Palazzo dei Congressi di Roma. Ci sono alcune questioni da chiarire per evitare di offrire il fianco a chi, dall’inizio, sostiene che tutto questo processo di partecipazione dal basso sia solo un modo di far digerire meglio decisioni già prese. Come quella sul forte ridimensionamento della figura del garante Beppe Grillo o quella sul deciso ammorbidimento del limite dei due mandati elettivi. 
In teoria, Statuto alla mano spetta al presidente preparare l’ordine del giorno dell’assemblea, definendo il perimetro della discussione. Ma Conte proporrà ai vertici pentastellati un lavoro collettivo, in modo che ci sia una responsabilità condivisa. È necessario rispondere ad alcune domande. Chi e come si occuperà di tradurre i 12 report trasversali sui temi affrontati dagli iscritti in un “documento di indirizzo politico”? Chi e come formulerà i quesiti da sottoporre agli iscritti? Le decine, anzi centinaia, di proposte inserite nei report saranno tutte portate in votazione? Dal Movimento assicurano che sarà necessario «fare sintesi» e accorpare le proposte, anche perché «alcune sono decisamente minoritarie all’interno del gruppo di 360 iscritti, non iscritti e giovani, che hanno partecipato al confronto deliberativo». Si spiega che tutte le diverse posizioni sui singoli temi hanno avuto spazio, ma molte non hanno un vero seguito nella base M5s. 
Ad esempio, il cambio di nome e simbolo, pur proposto e discusso, difficilmente avrà una maggioranza per essere approvato. Tanto che il capogruppo 5 stelle alla Camera, Francesco Silvestri, si è spinto a dire che, dopo l’assemblea costituente, «si chiamerà Movimento 5 stelle, avrà sempre la V rossa al centro del simbolo, le cinque stelle, e avrà Giuseppe Conte come leader politico». Insomma, i sondaggi interni lasciano prevedere che su questi tre punti non ci saranno ribaltoni. Mentre chi segue da vicino i lavori dà per certo il via libera ad alcune deroghe al limite dei due mandati e a una robusta sforbiciata alle prerogative del garante: il ruolo, fin qui ricoperto da Grillo, non dovrebbe essere eliminato, ma «riportato nel recinto costituzionale», spiegano fonti M5s, quindi senza «giudizi insindacabili» e con un mandato a termine. 
È un passaggio delicato, come sempre è stato per i 5 stelle al momento di costruire i quesiti da sottoporre al voto online. D’altra parte, da “Avventura Urbana” ci tengono a specificare di aver «concluso il nostro lavoro: la cessione di sovranità finisce qui». Iolanda Romano, fondatrice della società di consulenza, mette un po’le mani avanti: «Con il nostro lavoro sarà più facile fare una verifica tra i quesiti e le proposte che si trovano nel report. Noi abbiamo favorito la trasparenza. Abbiamo consegnato questo lavoro a tutti». Tradotto: a Conte, ma anche ai suoi avversari, dentro e fuori il Movimento, che così potranno denunciare eventuali incongruenze nella “traduzione”. E preparare le loro mosse, in vista della resa dei conti al Palazzo dei Congressi. nic. car. —