Confronto Schlein-Conte “Basta corse in solitaria” Veto di M5s e Avs su Renzi

Federico Capurso
Roma
Ultimo giorno alla Camera, prima della pausa estiva. Volti stanchi, giacche di lino sgualcite, c’è voglia di vacanze dopo la raffica di decreti dell’ultimo mese. Ma i leader del centrosinistra si ritrovano un’ultima volta fuori dall’Aula, in Transatlantico, e l’arrivederci a settembre diventa occasione per lunghe chiacchierate dal sapore politico. Con un buon proposito che ognuno chiede all’altro di condividere: «Basta fughe in avanti, dobbiamo iniziare a costruire un progetto comune».
Come si costruisce una coalizione vera, che non sembri un insieme di monadi aggregate per questioni puramente elettorali? Se ne discute faccia a faccia: prima la segretaria del Pd Elly Schlein si ferma a lungo con Giuseppe Conte, poi il presidente dei Cinque stelle si intrattiene addivanato con i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il primo obiettivo è ancora quello di una piattaforma programmatica comune (che dopo le Europee Conte aveva snobbato), in cui far confluire battaglie e proposte di legge parlamentari, limitando il più possibile le corse in solitaria. «Dobbiamo coordinare in modo più stretto il nostro lavoro», insiste Fratoianni. Conte però ha un problema e lo fa capire chiaramente ai suoi interlocutori: «Prima dobbiamo concludere il nostro percorso verso la Costituente, poi si potrà affrontare il tema».
Lo scontro che si staglia sullo sfondo della Costituente del 4 ottobre, tra Conte e Beppe Grillo, non lascia però sereni gli alleati. Se non dovesse andare come spera l’ex premier e le regole auree di Grillo restassero inalterate, tagliando le gambe all’ex premier? «Conte – spiega a La Stampa chi ha raccolto il succo di quelle conversazioni – ci ha fatto capire che ormai la presenza del Movimento nel campo del centrosinistra, al nostro fianco, è solida e non sarà in alcun modo messa in pericolo, qualunque sia l’esito della Costituente». Certo, si aggiunge col tono della preoccupazione, «sarà un momento delicato».
Si è anche discusso su chi debba ricevere l’invito a sedersi al tavolo programmatico. Le «fughe in avanti» da evitare sono anche sulle alleanze, fanno intendere i Cinque stelle al Pd, citando l’apertura di Schlein a Matteo Renzi. Il leader di Italia viva non è il benvenuto, né dal M5S né da Avs. «Se oggi il centrosinistra sta all’opposizione, questo ha anche una natura di origine programmatica che viene da lontano», dice Bonelli. E Fratoianni è ancora più esplicito: «La politica non è una partita di calcio, per di più di beneficenza», dice con un chiaro rimando alla partita del Cuore che un mese fa ha visto abbracciati in campo Schlein e Renzi. Invece la porta è da tempo aperta a +Europa e, se possibile, anche a Carlo Calenda. È il leader di Azione l’uomo attraverso il quale in tanti, nel centrosinistra, sono disposti ad allargare l’alleanza in direzione del mondo centrista. Ma sarà un percorso di avvicinamento lento. Calenda, d’altronde, già si mette di traverso sulla candidatura dell’ex ministro Dem, Andrea Orlando, alle Regionali in Liguria. Servirà tempo. Più di un’estate. «Ma ora che ci siamo messi alle spalle le Europee – sottolineano dal Pd – è arrivato il momento di iniziare a costruire un progetto in vista delle prossime elezioni politiche. Quello è il prossimo appuntamento, e non possiamo farci trovare impreparati e tantomeno possiamo mostrarci divisi». —
