Summit con Conte, Orlando accelera Todde a sostegno dell’ex ministro Pd

il retroscena
Annamaria Coluccia / genova
Un faccia a faccia di circa mezzora per parlare di scenari politici nazionali e delle elezioni regionali in Liguria. È l’incontro che ieri pomeriggio ha visto di fronte, nel Transatlantico di Montecitorio, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte e il deputato del Pd Andrea Orlando, in pole position come candidato presidente della Regione Liguria per il campo largo, o larghissimo, che si prepara a sfidare il centrodestra. Un incontro che non poteva passare inosservato, mentre a Roma e in Liguria sono nella fase clou le trattative che impegnano Pd, M5S e gli altri potenziali alleati per chiudere l’intesa sulla coalizione che sfiderà il centrodestra.
Fonti vicine all’ex ministro dem fanno sapere che nell’incontro «interlocutorio» si è parlato dello scenario politico generale, che vede le forze di opposizione al governo Meloni impegnate a costruire l’alternativa anche per le prossime sfide regionali, e in particolare della Liguria. Con Orlando che ha illustrato a Conte anche rapporti ed equilibri fra le forze del campo largo e larghissimo nella regione, e Conte che ha concluso dicendo che si sarebbe preso un po’ di tempo per parlare con i suoi.
È possibile, quindi, che a questo punto ci sia un’accelerazione per arrivare all’investitura del candidato presidente, dopo giorni nei quali, invece, le cronache indiscrete hanno riferito di inquietudini e fibrillazioni in casa grillina proprio sulla candidatura del dem Orlando in Liguria. Partita questa che, a livello nazionale, si gioca per le forze politiche su uno scacchiere più ampio, che include anche le prossime regionali in Emilia Romagna e Umbria. Ma, prima della notizia del faccia a faccia fra Conte e Orlando, ieri c’era stato anche un altro segnale politicamente significativo nella direzione di un possibile via libera dei Cinque Stelle alla candidatura di Orlando. Con l’ endorsement esplicito a favore del deputato del Pd da parte della presidente grillina della Regione Sardegna, Alessandra Todde, eletta a febbraio con una coalizione che vede alleati M5S, Pd e Avs (Alleanza Verdi e Sinistra). «Andrea è un amico e se fosse lui il candidato lo sosterrei volentieri come lui ha sostenuto me», ha detto Todde (in un’intervista al Foglio ) a proposito della possibile nomination di Andrea Orlando in Liguria. Il che non significa, però, che i giochi siano fatti, come puntualizza il senatore genovese del M5S, Luca Pirondini: «Quella del nome del candidato alla presidenza della Regione Liguria non è una partita chiusa, ci sono più possibilità al vaglio», dice, senza voler aggiungere altro ma alludendo, evidentemente, ad una possibile candidatura pentastellata che, però, non sembra essere concretamente sul tavolo.
Pirondini liquida, invece, come «un’invenzione totale», i rumors secondo cui il Movimento 5 Stelle potrebbe mettere già adesso sul tavolo della trattativa con il centrosinistra il suo nome, per la futura candidatura a sindaco di Genova (dove si dovrebbe votare nel 2027). Una sorta di compensazione prenotata per il fatto che nelle elezioni regionali in Liguria, Emilia Romagna e Umbria i grillini non avrebbero alcun candidato alla presidenza.
Intanto, nel centrosinistra continuano a far discutere e a creare tensioni – per ora sotterranee – le bordate lanciate da leader di Azione, Carlo Calenda contro il Pd ligure e l’impronta «giustizialista» che, a suo avviso, contagia la coalizione progressista, alla quale comunque guarda per le regionali. E, anche se il Pd si è autoimposto di non alzare la tensione, non è detto che alla fine non ci sia qualche scossone nella coalizione, dove l’ala sinistra guarda con più di una riserva pure al ritorno di Italia Viva
In attesa che l’alleanza definisca i suoi confini e scelga il suo portabandiera, si rivolge ai suoi potenziali elettori, invece, per decidere se ricandidarsi o meno, Ferruccio Sansa, ex candidato progressista alla presidenza della Regione Liguria e consigliere regionale uscente. «Mi chiedo cosa sia giusto fare adesso», scrive fra l’altro Sansa in un lungo post su Facebook, chiedendosi se tornare a fare il giornalista o proseguire l’esperienza politica in Regione, dove correrebbe con Avs. «Visto che abbiamo fatto questo percorso insieme sentivo il bisogno di ascoltare i vostri pareri», conclude rivolto agli elettori, ai quali promette di leggere tutti i commenti «anche se alla fine si deve decidere da soli». —
