silvia campese
savona
L’appuntamento è per domenica alle 15 sulle spiagge di Savona. Il comitato contro il rigassificatore ha lanciato la sfida a Toti, annunciando di voler fare una catena umana che si estenderà da Savona a Bergeggi per far capire al commissario dell’opera quanto sia forte il dissenso nei confronti del rigassificatore. Una bella sfida perché se poi alla manifestazione non dovesse verificarsi un’adunata «oceanica», avrebbe l’effetto di un boomerang.
«Saremo in tanti, domenica, in spiaggia, mano nella mano, per dire no al rigassificatore con una catena umana mai vista prima. Ci sono voluti anni per scrollarci di dosso l’immagine della grigia città industriale. Oggi siamo sul mercato del turismo con ottimi risultati: inaccettabile, quindi, l’impianto Snam».
Pervinca Tiranini, titolare di uno degli hotel più noti di Savona, il MareHotel, con stabilimento balneare e ristoranti vari annessi, è furente.
«Oggi – dice Tiranini- il mio hotel, i ristoranti e la spiaggia sono riservati per un matrimonio di due turisti svizzeri, che hanno scelto Savona quale location per il giorno del sì. Abbiamo tanti visitatori dall’estero che stanno apprezzando la nostra città e il nostro mare. È un risultato prezioso, frutto di tanto lavoro delle categorie turistiche, ma anche della Regione che, in passato, ha fatto la propria parte. Risulta ancora più grave, quindi, accettare il rigassificatore».
Secondo Tiranini, poi, Savona subirà i maggiori danni. «In linea d’aria – dice- il rigassificatore sorgerà a 2,9 chilometri di distanza dalla nostra costa. Rientriamo, quindi, nell’area rossa a maggior rischio dove non sarà possibile transitare in canoa o nuotare».
Una rabbia condivisa dagli stabilimenti balneari.
«Domenica saremo qui per fare la nostra parte coinvolgendo i clienti che lo vorranno -dice Daniele Dalmazzo, titolare dei bagni Sant’Antonio di corso Vittorio Veneto-. Ci preoccupa l’impatto visivo, che danneggerà l’immagine della nostra costa. Ci spaventa, poi, l’aspetto ambientale: il prelievo dell’acqua marina e la reinserimento dopo il trattamento. Tutti noi, che lavoriamo nel settore del turismo, avremo ricadute negative. Da qui, un fermo no all’opera».
Secondo Manuela Bruzzo, titolare dei bagni Lido dei Pini di via Nizza «la presenza del rigassificatore danneggerà il nostro mare. Viviamo accanto a uno dei parchi marini più belli e ricchi di flora e fauna che ci siano. Savona, poi, vanta un litorale tra i più ampi. Noi stessi abbiamo effettuato ampi investimenti per poter valorizzare e ampliare l’offerta: abbiamo nei week end numerosi turisti stranieri, che scelgono i bagni e la città di Savona per trascorrere le vacanze al mare. Sarebbe folle mettere a rischio tutto questo per posizionare un impianto che, altrove, non è stato accolto. Sarebbe grave mettere a repentaglio l’attività di tanti operatori, senza parlare del danno ambientale: sono una guida subacquea e conosco bene il valore dei fondali intorno all’isola».
L’adesione, sui social, alla manifestazione di domenica è in crescita e, insieme ai “click” e ai messaggi, sale la rabbia e la voglia di far sentire la voce del territorio. —