
Invece di inviare una lettera ai beneficiari, la giunta si fa lo spot e gliela consegna allo sportello in Comune
Lorenzo Giarelli
Quasi mille beneficiari in coda a uno sportello del Comune. Con qualche disagio ma soprattutto con evidenti problemi di privacy. A Massa la giunta di centrodestra guidata dal leghista Francesco Persiani ha deciso di interpretare a modo proprio la procedura di erogazione della carta “Dedicata a te”, lo strumento destinato dal governo ai poverissimi (lo riceve chi è escluso dagli altri sussidi e ha un reddito annuo inferiore a 15 mila euro) e che prevede 380 euro di credito per l’acquisto di beni alimentari da qui a fine anno.
In teoria, per avere la card non si deve fare alcuna richiesta, visto che Inps e Comuni incrociano i dati rilevando i beneficiari; dopodiché lo stesso Comune invia una lettera a queste persone, le quali – lettera in mano – possono ricevere la tessera alle Poste. A Massa non funziona così perché a fine luglio, nei giorni in cui sarebbero dovute partire le lettere, il Comune ha deciso invece di consegnarle a mano a ogni beneficiario (previa telefonata), aprendo uno sportello ad hoc al secondo piano della sua sede.
Lo ha spiegato l’assessore al Sociale Francesco Mangiaracina in un video sui social: “Nel nostro Comune i nuclei familiari beneficiari sono ben 972. Per questo motivo l’amministrazione guidata dal nostro sindaco Persiani ha voluto dotare il palazzo comunale con uno sportello per dare tutte le informazioni necessarie e per consegnare la lettera con la quale i cittadini possono ritirare la loro carta presso gli uffici postali”. L’ufficio non è certo poco appariscente. Già nel filmato di Mangiaracina si vedono ben tre cartelli gialli con la stampa della carta e la scritta “Dedicata a te”. Dunque, oltre al disagio di dover andare in Comune e alla confusione per chi, non avendo ricevuto nulla a casa, non sa se rientra tra i beneficiari oppure no, c’è un tema di privacy: centinaia di persone si ritrovano in pochi giorni a fare la stessa coda allo sportello, essendo così forzate a manifestare la propria situazione di indigenza che altrimenti sarebbe rimasta riservata. Abbastanza per far infuriare la Spi Cgil di Massa e Montignoso: “È una intollerabile speculazione a danno delle famiglie povere. Tutti in fila davanti all’ufficio, alla faccia della privacy. Questa procedura è vergognosa perché un assessore che specula politicamente sulla povertà, approfittando di uno strumento a fini propagandistici, compie un atto indecente e indegno”.
Contattato dal Fatto, l’assessore Mangiaracina ha preferito non replicare alle accuse del sindacato. Fonti del Comune però fanno sapere che la procedura è in linea con le indicazioni del ministero e che lo sportello serve a agevolare i cittadini. D’altra parte l’opposizione è furiosa perché a prescindere dal fatto che il Comune non violi la legge, ritiene che questa forzatura permetta alla giunta di mettere il cappello sul sussidio (per la verità piuttosto debole, proprio mentre il reddito di cittadinanza viene tolto a 170 mila beneficiari) esaltando il ruolo dell’amministrazione nella procedura di consegna.
E infatti il Movimento 5 Stelle protesta: “Con questa modalità non si fanno scrupolo di esporre all’umiliazione i più bisognosi – attacca Luana Mencarelli, consigliera comunale e coordinatrice provinciale del Movimento – La destra mercifica la povertà dimostrando di non aver rispetto per i poveri, pensando soltanto ad addolcire la propria immagine dopo aver tagliato il Reddito di cittadinanza”.
