APERTO IL CANTIERE PER LA CENTRALE OPERATIVA DEL PIANO SANITARIO
luisa barberis
cairo
Il San Giuseppe di Cairo si prepara a cambiare volto e a diventare un ospedale di comunità: sono stati aperti i cantieri per l’adeguamento antisismico dell’edificio e per realizzare la Centrale operativa territoriale. Quest’ultima rappresenta un nuovo servizio, previsto proprio dal Pnrr e in arrivo sul territorio a partire da metà 2024: servirà per accogliere il cittadino (in primis i pazienti cronici), fare in modo che vengano presi in carico dall’Asl e indirizzati verso i più adeguati percorsi di cura. La centrale verrà realizzata nelle vecchie sale operatorie del San Giuseppe (al primo piano dell’immobile). «I lavori sono iniziati martedì – spiega il direttore del distretto socio-sanitario delle Bormide Luca Corti -, la ditta ha iniziato a smontare i vecchi macchinari delle sale operatorie. In base al cronoprogramma, la Centrale dovrà essere terminata entro fine anno, in modo da essere operativa con collegamenti telefonici e utenze a partire da marzo 2024. Nel frattempo verranno portati avanti i lavori di adeguamento antisismico interni all’ospedale, che dovrebbero durare circa un anno. L’ultima fase sarà la realizzazione entro il 2026 della Casa di comunità, che sorgerà all’interno dell’ospedale». Inizialmente la Casa di comunità avrebbe dovuto sorgere all’interno dell’ex Clinica Maddalena, poi, per ragioni tecniche, è stato optato per le aree dell’ospedale. Di fatto sarà un centro hub (primario), dove i pazienti potranno trovare medici di famiglia, pediatri, ambulatori e l’assistenza domiciliare, che lavorerà in sinergia con il polo spoke (satellite) dell’Asl di via del Collegio, a Carcare. L’ultima fase di adeguamento del San Giuseppe sarà una sorta di “rivoluzione edilizia”: infatti l’ex Maddalena verrà demolita ugualmente, quindi verrà ricostruita secondo nuovi canoni, con stanze più grandi e confortevoli che accoglieranno tutti gli uffici e i servizi che, alla luce della trasformazione in Casa di comunità, non troveranno più spazio in ospedale. Per i valbormidesi l’operazione rappresenta anche un “colpo al cuore”, visto che fino al 1973, proprio nell’ex Maddalena, sono nate generazioni di valbormidesi e ora le ruspe cancelleranno i “vecchi muri”. Resterà il ricordo dei cairesi, profondamente legati all’ex Clinica che fino al 1975 fu gestita dal dottor Vassallo. —

