ANGELA IN CERCA DI UN GASTROENTEROLOGO IN BASILICATA
Elisa Forte
Stai male, sei lucana e vuoi curarti? Paga o emigra. Dopo settimane di sofferenza a causa di malanni che non se ne vogliono andare, l’unica strada è stata quella di mettere mano al portafogli. Angela C., 76 anni, vive a Francavilla sul Sinni (Potenza). È diabetica e ogni volta che deve rivolgersi al sistema sanitario della Basilicata trema al pensiero delle peripezie che l’attendono.
Mal di pancia, inappetenza grave, astenia, dolori: il medico le prescrive una visita gastroenterologica e un’ecografia. «Per la prenotazione c’è da armarsi di santa pazienza. A volte, quando ti rispondono dal centralino sei la ventesima in attesa e prima che l’operatore prenda in carico la richiesta cade la linea – spiega Angela –. Prima di sei mesi non c’erano posti liberi: sono stata costretta a recarmi in un ambulatorio privato». La cura non porta benefici, anzi la salute peggiora: finisce per 14 ore al pronto soccorso di Policoro: è un’estenuante giornata di attese, tra un esame e una visita che i sanitari riescono difficilmente a organizzare visti gli impegni.
«Torno a casa con la prescrizione della colonscopia e si riapre la caccia all’appuntamento: l’attesa è di un anno». Nulla da fare in Basilicata. La colonscopia, alla fine, è stata eseguita nell’Ospedale dell’Immacolata di Sapri (Salerno). Dunque, se non vuoi (o non puoi) pagare non ti resta che fare la migrante sanitaria. Non è finita: ha dovuto prenotare l’angiotac. Dal Cup della Basilicata che permette di prenotare le prestazioni in tutte le strutture sanitarie regionali, le è stato detto: c’è posto a partire da gennaio 2024. Benvenuti in Basilicata. Tocca di nuovo o pagare o emigrare in Puglia o in Campania. Se va bene. —

