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Lunedì 9 novembre è atteso il confronto con il personale. Regione e ATS devono rendere pubblici tempi, organici e misure di sicurezza.
Il futuro della centrale 118 di Savona arriva a un passaggio decisivo. Secondo quanto riportato da SavonaNews, lunedì 9 novembre è convocata una riunione del personale nella sede di via Genova, durante la quale è attesa la comunicazione formale sul trasferimento delle attività alla centrale unica di Genova.
Una precisazione è necessaria: l’annuncio atteso non coincide automaticamente con la cessazione del servizio locale. Nella notizia consultata non è indicata una data operativa definitiva del passaggio.
L’accentramento continua a preoccupare cittadini e comitati, soprattutto per le esigenze della Val Bormida e delle altre aree interne. Il timore di tempi più lunghi resta una contestazione da verificare con dati e simulazioni, non un peggioramento già accertato.
Proprio per questo, la risposta istituzionale deve andare oltre le rassicurazioni. Occorre pubblicare quanti operatori saranno disponibili per turno, come verrà conservata la conoscenza del territorio e quali procedure garantiranno la continuità in caso di guasto o sovraccarico.
È inoltre necessario chiarire quali funzioni resteranno a Savona e come saranno controllati i risultati dopo l’eventuale trasferimento. Per valutare la riorganizzazione servono indicatori confrontabili: risposta alle chiamate, attivazione dei mezzi e arrivo dei soccorsi, distinguendo costa ed entroterra.
I Comuni devono chiedere un confronto documentato con Regione e ATS. La sicurezza delle emergenze sanitarie si misura sulla capacità di raggiungere le persone: è su questo risultato che la riforma dovrà essere valutata.
Fonte di verifica: SavonaNews, 6 novembre 2026.
