Nonostante il maltempo, decine di cittadini hanno partecipato alla manifestazione organizzata per chiedere alla Regione Liguria di mantenere a Savona la centrale operativa del 118.

Dal palco gli interventi di amministratori, consiglieri regionali, tecnici e rappresentanti sindacali. Il messaggio è stato unanime: la sicurezza dei cittadini non può essere sacrificata in nome di una riorganizzazione.


Il presidio di piazza Pertini a Savona per difendere la centrale operativa del 118. Cittadini, operatori sanitari, amministratori e rappresentanti politici chiedono alla Regione Liguria di mantenere sul territorio un servizio considerato strategico per l’emergenza-urgenza.

Il presidio di piazza Pertini a Savona per difendere la centrale operativa del 118. Cittadini, operatori sanitari, amministratori e rappresentanti politici chiedono alla Regione Liguria di mantenere sul territorio un servizio considerato strategico per l’emergenza-urgenza.

La pioggia non ha fermato la protesta. Nel tardo pomeriggio di ieri piazza Pertini, a Savona, si è riempita di cittadini, operatori sanitari, amministratori locali e rappresentanti delle forze politiche che hanno deciso di dire no al trasferimento della centrale operativa del 118 da Savona a Genova.

L’iniziativa, promossa dal consigliere regionale Roberto Arboscello, ha voluto richiamare l’attenzione della Regione Liguria su una scelta che molti considerano un ulteriore indebolimento della sanità pubblica savonese.

Sul palco si sono alternati numerosi interventi. Hanno preso la parola il promotore della manifestazione Roberto Arboscello, il sindaco di Savona Marco Russo, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Stefano Giordano, il capogruppo regionale del Partito Democratico Armando Sanna, il segretario regionale del PD Davide Natale, l’ex direttore del Dipartimento di Emergenza dell’ASL2 Andrea Tomasini e i rappresentanti sindacali Ennio Peluffo (FP CGIL) e Andrea Torrassa (CISL FP).

Pur provenendo da esperienze politiche e professionali diverse, tutti hanno condiviso un messaggio comune: la centrale operativa del 118 rappresenta un presidio fondamentale per il territorio savonese e la sua perdita rischierebbe di incidere negativamente sulla gestione delle emergenze.

Nel corso degli interventi è stato ricordato come il sistema dell’emergenza-urgenza non sia soltanto una questione organizzativa. La conoscenza del territorio, il coordinamento dei mezzi di soccorso, il rapporto con le associazioni di volontariato e la capacità di intervenire rapidamente sono elementi che, secondo i relatori, non possono essere valutati esclusivamente con criteri di accentramento.

Il sindaco Marco Russo ha ribadito la posizione già espressa dal Consiglio comunale di Savona, chiedendo alla Regione di sospendere il progetto di accorpamento e di aprire un confronto con i territori interessati.

Dal fronte politico è arrivata anche la richiesta di ascoltare operatori sanitari e cittadini prima di assumere decisioni che riguardano un servizio essenziale. I rappresentanti sindacali hanno inoltre evidenziato le preoccupazioni del personale per le ricadute organizzative della riorganizzazione.

Le immagini del presidio raccontano una partecipazione significativa. Nonostante il tempo incerto, decine di persone hanno scelto di essere presenti per manifestare la propria contrarietà alla chiusura della centrale operativa savonese.

La mobilitazione, hanno annunciato gli organizzatori, non si fermerà con questa iniziativa. L’obiettivo resta quello di convincere la Regione Liguria a rivedere una decisione che, secondo i partecipanti, rischia di penalizzare un territorio già alle prese con le difficoltà della sanità pubblica.