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La Regione coordinerà gli interventi per Borgio Verezzi e Pietra Ligure. Restano da precisare il calendario dei filtri e le modalità del biomonitoraggio.
La Regione Liguria ha annunciato una cabina di regia e una task force per affrontare la presenza di PFAS nelle acque potabili del Savonese, con particolare attenzione a Borgio Verezzi e Pietra Ligure. Il piano illustrato il 6 novembre comprende filtrazione, rafforzamento dei controlli e sviluppo di uno studio di biomonitoraggio sulla popolazione esposta.
Il coordinamento coinvolgerà amministrazioni locali, Regione, ATS, ARPAL, Istituto Superiore di Sanità e organismi scientifici. È un passo utile, che deve ora tradursi in responsabilità e scadenze verificabili.
Sul fronte degli impianti, il Comune di Borgio Verezzi ha comunicato che il 4 novembre i soci di Servizi Ambientali hanno approvato l’investimento per filtri a carboni attivi destinati ai quattro pozzi che alimentano la rete cittadina. L’approvazione dell’investimento non significa però che il trattamento sia già operativo.
Anche sul biomonitoraggio occorre chiarezza: il comunicato regionale ne prevede lo sviluppo, ma non fornisce ancora un calendario di accesso né modalità di adesione per i cittadini.
Le richieste essenziali sono concrete: pubblicare il cronoprogramma dei lavori, chiarire finanziamenti e responsabilità, rendere consultabili i risultati delle analisi con punti e date di prelievo. Per lo studio sanitario vanno indicati popolazione coinvolta, criteri di partecipazione e modalità di restituzione dei risultati.
Nel frattempo restano centrali gli approvvigionamenti sostitutivi e le indicazioni ufficiali sugli usi consentiti dell’acqua. Un nuovo tavolo istituzionale avrà valore se ridurrà l’incertezza quotidiana delle famiglie e consentirà a tutti di verificare i progressi.
Fonti di verifica: Comune di Borgio Verezzi, aggiornamenti del 5 e 6 novembre 2026, ANSA, 6 novembre 2026.
