In relazione all’articolo “Inceneritori moderni: sicuri davvero?” pubblicato il 28 maggio 2026 su Infoloreleca.com, riceviamo da A2A una richiesta di rettifica e precisazione che pubblichiamo integralmente nell’ottica del confronto pubblico e della completezza dell’informazione.
La nota evidenzia come lo studio epidemiologico dell’ATS della Città Metropolitana di Milano relativo all’area del termovalorizzatore Silla 2 non attribuisca direttamente all’impianto gli effetti sanitari riportati nell’articolo, ma analizzi popolazioni esposte a differenti condizioni ambientali, infrastrutturali e socioeconomiche.
A2A sottolinea inoltre che, secondo i dati esaminati da ATS e ARPA Lombardia, il contributo degli impianti di trattamento rifiuti alle emissioni complessive di alcuni inquinanti risulterebbe marginale rispetto ad altre fonti, in particolare il traffico veicolare e altre attività industriali.
Di seguito il testo integrale della comunicazione ricevuta.
Gentile redazione,
scriviamo in merito all’articolo “Inceneritori ‘moderni’: sicuri davvero?”, pubblicato il 28 maggio
2026 su Infolorelèca Informazione Indipendente Ligure per ristabilire la correttezza delle
informazioni trasmesse ai vostri lettori.
Lo studio del 2019 dell’ ATS della Città Metropolitana di Milano relativo allo stato di salute della
popolazione dell’area del termovalorizzatore Silla 2 rappresenta un’analisi epidemiologica che
evidenzia con dati documentati l’opposto di quanto riportato nell’articolo.
Il contributo del termovalorizzatore alle emissioni, infatti, è del tutto marginale, secondo i dati
esaminati da ATS e raccolti da ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. A
titolo di esempio riportiamo alcune evidenze presenti nello studio: nell’area di interesse, il 9%
delle emissioni di Nox (ossidi di azoto) è attribuibile alla combustione nell’industria, il 70% al
trasporto su strada, mentre l’impatto complessivo di tutti gli impianti di trattamento e
smaltimento rifiuti presenti nel dominio di studio (non solo il termovalorizzatore Silla2) è
trascurabile (1.2%). Per le PTS (polveri totali sospese): la combustione nell’industria è
responsabile del 7% delle emissioni totali, il trattamento e smaltimento di rifiuti è responsabile
dello 0.3% mentre il 44% è attribuibile al trasporto su strada.
Diversi studi effettuati da istituti universitari e di ricerca hanno dimostrato che l’apporto
specifico dei termovalorizzatori al rischio e alla qualità dell’aria è trascurabile e in molti casi non
misurabile.
Dunque, risulta importante chiarire che i dati richiamati nel vostro articolo – tra cui l’incremento
del 71% della mortalità per cause respiratorie e del 29% degli accessi al pronto soccorso per
cause cardiovascolari – non rappresentano una misura direttamente collegata all’attività del
termovalorizzatore, ma derivano dal confronto statistico tra gruppi di popolazione residenti in
aree con diverso livello di esposizione stimata agli inquinanti, prossimità a infrastrutture viarie
ad alto traffico e maggiore vulnerabilità sociale, fattori noti per la loro influenza sugli indicatori
di salute.
Anche con riferimento alle polveri ultrafini ormai è noto da alcuni lustri che le emissioni degli
impianti di termovalorizzazione mostrano valori di tali parametri molto al di sotto di quanto è già
presente nell’aria ambiente.
I dati puntuali sulle emissioni dell’impianto Termovalorizzatore di Silla 2 infine sono sempre
consultabili al link https://www.gruppoa2a.it/it/chi-siamo/nostri-impianti/ciclo-
rifiuti/termovalorizzatori/termovalorizzatore-milano-silla2.
Alla luce di tali elementi, risulta quindi metodologicamente non corretto correlare all’attività del
termovalorizzatore gli incrementi percentuali riportati. Chiediamo immediata revisione di quanto riportato nel vostro articolo.
Nota della redazione
Infoloreleca.com prende atto delle precisazioni formulate da A2A e conferma la volontà di garantire ai lettori un’informazione completa, trasparente e pluralista.
Resta tuttavia aperto il dibattito scientifico e politico sugli impatti sanitari, ambientali ed economici degli impianti di incenerimento. Su questi temi esistono valutazioni differenti espresse da enti pubblici, ricercatori, università, associazioni ambientaliste e comitati territoriali.
La pubblicazione di questa nota non implica automaticamente la condivisione delle conclusioni esposte, ma rappresenta un atto di correttezza giornalistica e di rispetto del contraddittorio.
Per questo motivo continueremo a dare spazio a documenti, studi, approfondimenti e contributi provenienti da tutte le parti coinvolte, affinché i cittadini possano formarsi un’opinione basata sul confronto tra fonti e dati diversi.
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