La montagna finanziaria americana e il rischio di uno shock globale


Wall Street e il debito pubblico americano: il sistema finanziario globale osserva con crescente preoccupazione l’esplosione del debito federale Usa.

Rubrica Rassegna Stampa – da un’analisi di Alessandro Volpi pubblicata su Il Fatto Quotidiano il 25 maggio 2026

C’è un dato enorme che continua a essere sottovalutato nel dibattito pubblico occidentale: il debito federale degli Stati Uniti sta raggiungendo dimensioni mai viste nella storia contemporanea.

Secondo l’analisi di Alessandro Volpi pubblicata sul Fatto Quotidiano, Washington si starebbe avvicinando alla soglia impressionante dei 40 mila miliardi di dollari di debito pubblico.

Una cifra gigantesca che, da sola, rappresenterebbe quasi la metà dell’intero debito pubblico mondiale.

Il gigante indebitato

Per anni gli Stati Uniti sono stati considerati il porto sicuro della finanza mondiale. I titoli di Stato americani erano visti come l’investimento più affidabile del pianeta. Oggi però qualcosa starebbe cambiando.

I Treasury americani devono offrire interessi sempre più elevati per trovare compratori:

  • oltre il 4,5% sui titoli decennali;
  • oltre il 5% sui trentennali.

Un segnale che, secondo Volpi, evidenzierebbe una crescente sfiducia dei mercati internazionali verso la sostenibilità del debito americano.

Ancora più significativo il fatto che gli investitori stranieri stiano riducendo progressivamente la loro esposizione verso il debito Usa. La quota detenuta all’estero sarebbe ormai scesa sotto il 21%, minimo storico.

Un sistema che si regge sui grandi fondi

L’aspetto forse più delicato riguarda chi oggi sostiene realmente il debito americano.

Secondo l’analisi, una parte crescente dei titoli federali sarebbe nelle mani dei grandi colossi finanziari statunitensi:

  • BlackRock
  • State Street
  • Fidelity Investments

Gli stessi soggetti che sono anche azionisti di riferimento delle Big Tech americane, a partire da Nvidia.

Ed è qui che emerge il rischio sistemico: i grandi fondi devono contemporaneamente sostenere il mercato obbligazionario americano e mantenere alta la valutazione dei mercati azionari. Due equilibri sempre più difficili da tenere insieme.

Debito, tassi e rischio recessione

Il rapporto debito/PIL americano avrebbe ormai raggiunto circa il 137%, molto oltre i livelli precedenti alla pandemia.

Nel frattempo, la Federal Reserve si troverebbe intrappolata:

  • abbassare i tassi potrebbe indebolire ulteriormente il dollaro;
  • mantenerli alti rischia invece di colpire famiglie e imprese americane già fortemente indebitate.

Il risultato è un sistema sempre più fragile, nel quale ogni scelta può produrre effetti pesanti sull’economia globale.

La dedollarizzazione avanza

Un altro elemento centrale riguarda la progressiva “dedollarizzazione” dell’economia mondiale.

Sempre più Paesi stanno cercando alternative al dollaro negli scambi internazionali, riducendo la dipendenza finanziaria dagli Stati Uniti.

Per decenni gli Usa hanno potuto sostenere il proprio debito grazie al ruolo dominante del dollaro come valuta globale. Ma oggi quel meccanismo appare meno solido rispetto al passato.

Una questione che riguarda tutti

L’analisi di Volpi lancia quindi un allarme preciso: il problema del debito americano non riguarda soltanto Washington.

Se il principale mercato obbligazionario mondiale dovesse entrare in crisi, gli effetti si propagherebbero ovunque:

  • mercati finanziari;
  • banche;
  • fondi pensione;
  • risparmiatori;
  • debiti pubblici europei.

Dietro quei numeri si gioca una parte decisiva della stabilità economica mondiale dei prossimi anni.


Categorie: Rassegna stampa, Economia internazionale, Stati Uniti, Finanza globale

Tag: debito Usa, Federal Reserve, BlackRock, economia mondiale, dollaro, mercati finanziari, Alessandro Volpi, Il Fatto Quotidiano, debito pubblico, crisi finanziaria

Estratto WordPress:
Il debito pubblico degli Stati Uniti sfiora i 40 mila miliardi di dollari e rappresenta ormai quasi la metà del debito mondiale. Un’analisi pubblicata dal Fatto Quotidiano rilancia l’allarme sui rischi per l’economia globale e sulla fragilità del sistema finanziario americano.

Per comunicati, segnalazioni, contributi: info-press@infoloreleca.com