Si è svolta ieri a Villa Cambiaso, a Savona, la tappa savonese di “NOVA. Parola all’Italia”, il percorso nazionale di ascolto partecipativo promosso dal MoVimento 5 Stelle su iniziativa del presidente Giuseppe Conte per contribuire alla costruzione di un futuro programma di governo della coalizione progressista.

L’iniziativa, organizzata contemporaneamente in oltre 100 città italiane, ha coinvolto cittadini, associazioni, professionisti, operatori economici e realtà territoriali in una giornata interamente dedicata al confronto dal basso, utilizzando il metodo dell’Open Space Technology (OST), un modello partecipativo innovativo basato sull’ascolto e sulla libera discussione dei temi proposti dai partecipanti stessi.

A coordinare l’evento savonese è stata Stefania Scarone, responsabile locale del percorso OST, che ha spiegato il funzionamento della giornata:

“Le persone hanno potuto proporre direttamente i temi di discussione e scegliere liberamente a quale gruppo partecipare. Dopo la fase iniziale in plenaria, si sono svolte tre sessioni di lavoro articolate in cinque gruppi ciascuna, per un totale di 15 tavoli tematici”.

Uno degli elementi centrali del metodo OST è la cosiddetta “legge dei due piedi”, che consente ai partecipanti di spostarsi liberamente tra i gruppi di lavoro per contribuire ai temi ritenuti più interessanti o utili.

“Questo sistema permette alle persone di portare il proprio contributo su più argomenti e rende il confronto molto dinamico e aperto” ha spiegato Scarone.

Al termine della giornata, tutti i report elaborati nei vari gruppi sono stati raccolti e inviati ai partecipanti, con l’obiettivo di trasformare il confronto in contenuti concreti e utilizzabili nel percorso politico nazionale.

L’aspetto forse più significativo dell’iniziativa è stata la forte apertura verso persone esterne al Movimento:

“È una giornata promossa dal M5S, ma rivolta soprattutto a cittadini, associazioni e persone non iscritte. Molti partecipanti infatti non appartengono al Movimento. L’obiettivo era proprio quello di allargare il più possibile il confronto” ha sottolineato Scarone.

Gli organizzatori hanno inoltre evidenziato la volontà di costruire uno spazio politico differente rispetto ai modelli tradizionali:

“‘NOVA’ nasce con un’impostazione volutamente aperta e inclusiva: senza simboli di partito e senza dinamiche classiche di appartenenza politica. L’obiettivo è creare luoghi reali di ascolto e partecipazione in un momento storico in cui molti cittadini si sentono lontani dalla politica”.

Sul piano politico locale, inevitabile anche il riferimento al tema delle alleanze progressiste e al rapporto tra il M5S savonese e il cosiddetto “campo largo”, che a Savona aveva portato alla vittoria del centrosinistra senza però la partecipazione diretta del Movimento 5 Stelle.

Secondo Scarone, il valore dell’esperienza NOVA potrebbe comunque andare oltre gli schieramenti tradizionali:

“Se questa iniziativa potrà essere utile anche a livello locale dipenderà da come si vorrà costruire il programma politico del territorio. Però questi 100 punti di ascolto organizzati in tutta Italia rappresentano sicuramente un contributo importante rispetto alla costruzione di un programma nazionale”.

L’esperienza savonese di NOVA ha mostrato una modalità politica diversa rispetto alle tradizionali assemblee di partito: meno interventi dall’alto e più partecipazione diretta. Un esperimento che punta a rimettere al centro ascolto, confronto e costruzione collettiva delle proposte.


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