SS334, sicurezza negata: nasce il Comitato “La Pace” dopo l’ennesima tragedia.
Quando i cittadini si organizzano, significa che le istituzioni sono arrivate troppo tardi.

Sulla SS334, nel tratto tra Albisola Superiore e Stella, la misura è colma. Dopo anni di segnalazioni ignorate e richieste rimaste senza risposta, nasce il Comitato Sicurezza Stradale “La Pace”, promosso da cittadini e operatori della zona per chiedere interventi immediati su una strada diventata, nei fatti, un punto critico per la sicurezza.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il promotore Marco Grillotti Scala Valente, che da tempo denuncia l’alta velocità e la pericolosità del rettilineo dopo il Santuario della Pace: «Non è più il momento di restare in silenzio. Abbiamo scritto, segnalato, inviato PEC, chiesto incontri. Mai ricevuto risposte concrete».

Incidenti che si ripetono, tragedie annunciate

L’8 aprile ha perso la vita Francesco Viale, 35 anni, tecnico di radiologia dell’ospedale San Paolo di Savona, in un incidente tra moto e auto proprio su quel tratto. A distanza di pochi giorni, un tamponamento tra tre veicoli ha provocato due feriti.

La domanda, oggi, è inevitabile: quanti altri segnali servono?

Non siamo di fronte a fatalità isolate, ma a una criticità strutturale nota da anni, dove velocità elevata, scarsa prevenzione e assenza di controlli efficaci continuano a mettere a rischio chi vive e attraversa quel territorio.

Quando nascono i comitati, la politica è già in ritardo

La nascita del comitato non è una buona notizia. È, al contrario, il segnale evidente di un vuoto istituzionale.

Quando i cittadini si organizzano autonomamente per chiedere sicurezza, significa che chi ha responsabilità dirette — Comuni, Provincia, Anas — non ha fatto abbastanza, o non lo ha fatto per tempo.

Non è la prima volta che questo territorio lancia allarmi. Non è la prima volta che si chiede di intervenire. Ma finora si è proceduto con lentezza, annunci e misure parziali.

Interventi annunciati, ma insufficienti

Il sindaco di Stella e vicepresidente della Provincia, Andrea Castellini, ha annunciato la sostituzione del vecchio pannello a messaggio variabile — rimasto inattivo per anni — con due nuovi dispositivi informativi installati da Anas.

Un passo utile, ma chiaramente non sufficiente.

I pannelli informativi non rallentano la velocità, non impediscono sorpassi pericolosi, non garantiscono sicurezza nei punti più critici. Servono interventi ben più incisivi:

  • controlli sistematici sulla velocità
  • dissuasori e sistemi di moderazione del traffico
  • revisione della segnaletica e della viabilità
  • presenza costante delle forze di controllo

La sicurezza non è negoziabile

Il Comitato “La Pace” nasce con un messaggio chiaro: la sicurezza stradale non è un favore, è un diritto.

Ed è proprio qui il punto politico. Non basta intervenire dopo le tragedie, non basta rincorrere l’emergenza. Serve coraggio amministrativo, capacità di decidere e di assumersi responsabilità prima che accada l’irreparabile.

Perché ogni ritardo, su quella strada, ha già dimostrato di poter avere un prezzo altissimo.


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