
Aurelia Bis, cittadini isolati tra cantiere e disagi: accessi difficili e sicurezza a rischio ad Albisola Superiore
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di alcuni cittadini di Albisola Superiore, accompagnata da immagini che documentano una situazione ormai difficile da ignorare nell’area del cantiere principale dell’Aurelia Bis.
Martedì 14 aprile, secondo quanto riferito, nel cantiere si è registrato un notevole movimento di mezzi e personale Anas. Sarebbe stato inoltre rimosso il cartellone con il nome della ICI Costruzioni, società che si era aggiudicata l’appalto. Un segnale che potrebbe far pensare a una fase di passaggio verso una nuova impresa.
Nel frattempo, il sindaco di Savona si è subito attivato per chiedere un incontro con le parti e ottenere misure utili a ridurre l’impatto dei cantieri nei quartieri savonesi interessati dai lavori. Ed è qui che nasce una domanda politica precisa, perché ad Albisola Superiore, dove da oltre un decennio insiste il cantiere principale dell’opera, non risulta la stessa determinazione pubblica nel pretendere interventi compensativi e soluzioni concrete per i residenti.
Residenti ostaggio del cantiere
La situazione più critica viene segnalata dagli abitanti del Supercondominio Borgo degli Erchi, circa cento nuclei familiari, che si sentono letteralmente prigionieri del cantiere.
Per entrare e uscire in auto sono costretti a percorrere un tratto fortemente dissestato, tra il greto del torrente e l’ingresso del cantiere, su un percorso utilizzato anche dai mezzi d’opera e oggi in condizioni molto precarie. Ma il problema non riguarda solo la viabilità carrabile.
Ancora più grave appare la situazione per i pedoni. Le immagini inviate mostrano un attraversamento che obbliga al passaggio sul Ponte Pertini, con strisce pedonali collocate in prossimità di gradini. Una configurazione che rende estremamente difficoltoso, se non impossibile, il transito per persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini o passeggini.
Le immagini confermano il problema
Le fotografie allegate alla segnalazione aiutano a capire meglio ciò che i residenti denunciano da tempo.
La prima immagine mostra chiaramente un accesso carrabile ampio ma degradato, segnato da un fondo irregolare e da una viabilità provvisoria che non appare adeguata a garantire sicurezza e normale fruibilità ai residenti.
La seconda immagine evidenzia invece la criticità dell’attraversamento pedonale: le strisce sul ponte risultano posizionate in un punto che non risolve affatto il problema dell’accessibilità, soprattutto per chi ha ridotta mobilità. In queste condizioni parlare di percorso pedonale sicuro appare francamente difficile.


Il punto politico
A questo punto il tema non è più soltanto tecnico. È politico e amministrativo.
Possibile che il Comune di Albisola Superiore non abbia nulla da chiedere ad Anas? Possibile che in una zona da anni pesantemente segnata dal cantiere non si ritenga necessario pretendere almeno interventi minimi di mitigazione, di sicurezza e di accessibilità?
Perché qui non si parla di grandi opere aggiuntive, ma di misure essenziali e immediate: una sistemazione dignitosa della viabilità provvisoria, un percorso pedonale realmente accessibile, l’eliminazione delle barriere evidenti, una regolazione più attenta del traffico dei mezzi di cantiere e forme concrete di compensazione per i disagi subiti dai residenti.
Se Savona si muove per tutelare i propri quartieri, Albisola Superiore non può continuare a restare in silenzio proprio nel punto in cui il peso del cantiere si scarica da anni sulla vita quotidiana delle persone.
Una questione di rispetto verso i cittadini
Il cantiere dell’Aurelia Bis viene da troppo tempo raccontato come infrastruttura strategica per il territorio. Ma per chi vive accanto all’opera, oggi, la realtà è fatta soprattutto di accessi difficili, percorsi insicuri, disagi quotidiani e assenza di risposte adeguate.
Le immagini inviate dal cittadino non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Documentano una condizione reale, concreta, visibile. Ed è proprio per questo che l’amministrazione comunale dovrebbe farsi carico del problema con forza e chiarezza, chiedendo ad Anas interventi immediati e verificabili.
Perché un’opera pubblica non può trasformarsi, per anni, in una condanna permanente per chi abita lì accanto.
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