SAVONA 2027
Prima il programma, poi i nomi
Per il Movimento 5 Stelle il confronto sui candidati arriva solo dopo la costruzione di un progetto condiviso con cittadini e territori.

Le elezioni comunali di Savona del 2027 iniziano già a muovere le forze politiche del territorio. In questo contesto il Movimento 5 Stelle, attraverso il coordinatore regionale Stefano Giordano, ribadisce una linea politica chiara: prima il confronto con cittadini e territori, poi la discussione sui candidati.

Una posizione che guarda direttamente alle esperienze maturate negli ultimi anni in Liguria e, in particolare, al modello che ha portato alla vittoria del campo progressista a Genova.

“Chi pensa che il Movimento 5 Stelle si sieda a un tavolo già con un nome ha sbagliato in partenza”, afferma Giordano.

Il metodo del Movimento: ascolto e partecipazione

Secondo il coordinatore regionale, il Movimento 5 Stelle deve partire dall’ascolto delle persone impegnate nei gruppi territoriali, considerati il punto di collegamento tra istituzioni e comunità locali.

L’obiettivo è raccogliere proposte, criticità e idee per costruire una piattaforma politica condivisa, capace di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini.

Giordano sottolinea come il proprio ruolo sia quello di facilitare il confronto e favorire la partecipazione, nel rispetto dello Statuto e degli indirizzi politici definiti dal presidente Giuseppe Conte.

Un Movimento stabilmente nell’area progressista

Il percorso avviato dal Movimento 5 Stelle negli ultimi anni ha portato a una collocazione politica ben definita.

“Non va bene con chiunque”, spiega Giordano, evidenziando come oggi il Movimento guardi con particolare attenzione all’area progressista.

Un orientamento che trova conferma nelle esperienze di governo condivise in Liguria e nel Comune di Genova, dove il M5S partecipa attivamente alle scelte amministrative insieme alle altre forze del centrosinistra.

Ambiente, diritti e servizi pubblici

Tra i temi che il Movimento considera prioritari per il futuro delle città figurano:

  • tutela dell’ambiente e prevenzione del dissesto del territorio;
  • difesa dei diritti costituzionali;
  • parità di genere e diritti delle donne;
  • rafforzamento dei servizi pubblici;
  • contrasto alle privatizzazioni dei settori strategici;
  • maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative.

Si tratta di punti che, secondo Giordano, dovranno costituire la base di qualsiasi confronto con le altre forze progressiste.

Il caso Savona e la ricandidatura di Marco Russo

Le dichiarazioni arrivano mentre il sindaco Marco Russo ha già manifestato la volontà di ricandidarsi per un secondo mandato.

Tuttavia il Movimento 5 Stelle non intende affrontare il tema partendo dal nome del candidato.

La priorità, ribadisce Giordano, resta la costruzione di un progetto politico condiviso.

Solo dopo aver definito programmi, obiettivi e priorità sarà possibile discutere della figura chiamata a guidare la coalizione.

Il progetto Nova come laboratorio permanente

Nel percorso di ascolto dei territori continua ad avere un ruolo centrale il progetto Nova, promosso dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale.

Anche Savona è stata coinvolta nell’iniziativa, che punta a creare spazi permanenti di confronto con cittadini, associazioni e realtà sociali.

L’obiettivo dichiarato è trasformare la partecipazione in uno strumento stabile di elaborazione politica e amministrativa.

Coordinatori provinciali: prima il confronto con i territori

Giordano ha infine affrontato il tema della nomina dei futuri coordinatori provinciali liguri.

La scelta, ha spiegato, avverrà soltanto dopo una fase di ascolto e confronto con iscritti, attivisti e gruppi territoriali.

Nel ringraziare i coordinatori pro tempore attualmente impegnati sul territorio, il coordinatore regionale ha evidenziato il lavoro svolto in provincia di Savona da Stefania Scarone nell’analisi delle principali questioni politiche locali.

Una scelta coerente con l’impostazione che il Movimento intende adottare anche in vista delle future sfide amministrative: partecipazione, inclusione e costruzione condivisa delle decisioni.


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