Visite annullate, CUP chiuso, servizi ridotti e incertezza gestionale. Il Comitato Sanitario Locale Val Bormida lancia l’allarme sullo stato della sanità territoriale e chiede risposte immediate per cittadini e pazienti.

La sanità della Val Bormida torna sotto i riflettori per una serie di criticità che stanno alimentando preoccupazione e malcontento tra cittadini e utenti dei servizi sanitari.

A lanciare l’allarme è il Comitato Sanitario Locale Val Bormida, che denuncia una situazione caratterizzata da inefficienze organizzative e disservizi che rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza sul territorio.

Secondo il Comitato, nonostante gli importanti interventi di ristrutturazione che hanno interessato l’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte negli ultimi anni, permangono problemi che vanno ben oltre le strutture.

“Non basta cambiare l’abito a una persona che non riesce a camminare”, osservano i rappresentanti del Comitato, evidenziando come il nodo principale riguardi l’organizzazione e il funzionamento della macchina sanitaria.

Tra gli episodi segnalati figurano visite specialistiche annullate all’ultimo momento senza alcuna comunicazione preventiva ai pazienti, con persone che si presentano regolarmente all’appuntamento dopo mesi di attesa e con il ticket già pagato, per poi essere rimandate a casa.

Non mancano poi segnalazioni relative a problemi strutturali, come il cedimento di parti della soffittatura del nuovo ospedale, e criticità organizzative che riguardano la chiusura temporanea del CUP ospedaliero per mancanza di personale amministrativo.

Secondo il Comitato, desta inoltre preoccupazione la riduzione dei posti letto del day hospital e la dismissione di attrezzature odontoiatriche presso la sede ASL di Carcare, situazione che costringerebbe molti cittadini della Valle a rivolgersi ai servizi di Savona.

Il nodo della successione alla direzione

Tra le questioni sollevate vi è anche l’imminente pensionamento del direttore dell’ospedale, dottor Corti.

Il Comitato evidenzia come, a pochi mesi dalla conclusione dell’incarico, non sia ancora stato indicato un successore, situazione che potrebbe creare ulteriori difficoltà organizzative in una fase già complessa.

Le proposte del Comitato

  • invio al PPI di Cairo Montenotte delle ambulanze con codici verdi e gialli a bassa complessità;
  • attivazione del mezzo INDIA nelle ore notturne con sede a Cairo;
  • integrazione della guardia medica nel sistema di gestione del 118;
  • rafforzamento degli infermieri di comunità e dei fisioterapisti territoriali;
  • aumento a quattro giorni settimanali dell’attività delle sale operatorie;
  • ampliamento delle specialità chirurgiche disponibili;
  • realizzazione di una stanza di osservazione post-anestesia;
  • potenziamento della radiologia.

Critiche ma anche proposte concrete

Il Comitato ricorda inoltre le iniziative promosse direttamente dai cittadini, tra cui la donazione di attrezzature per la palestra fisiatrica e di un ecografo portatile destinato al reparto dialisi.

Un impegno che vuole dimostrare come la volontà non sia soltanto quella di denunciare le criticità esistenti, ma anche di contribuire concretamente al miglioramento dei servizi sanitari.

La richiesta rivolta alle istituzioni è chiara: garantire una sanità territoriale efficiente, capace di rispondere ai bisogni della popolazione della Val Bormida e di valorizzare le potenzialità dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte.


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