Inceneritore in Val Bormida: tra promesse e realtà. I dati raccontano un’altra storia.

Ci raccontano che serve un inceneritore. Che è moderno, pulito, inevitabile.

Non è vero.

1. Non elimina i rifiuti: li trasforma

L’impianto di Torino ha prodotto oltre il 25% di scorie e ceneri rispetto ai rifiuti trattati.

Quelle ceneri non spariscono: diventano rifiuti speciali da smaltire.

BOX – Il dato chiave
Un inceneritore non elimina i rifiuti: ne produce altri, più pericolosi.

2. Le emissioni non sono “pulite”

Nei fumi ci sono metalli pesanti, diossine e polveri sottili. Una parte non viene trattenuta dai filtri e si deposita sul territorio.

3. Serve rifiuto continuo

Un impianto deve lavorare sempre. Se i rifiuti locali non bastano, vengono importati da altri territori.

4. La TARI non scende

I costi di costruzione e gestione vengono scaricati sui cittadini. Il sistema tariffario li incorpora.

DOMANDA SCOMODA
Se conviene così tanto, perché serve un investimento da centinaia di milioni?

5. Impatto sul territorio

  • Deprezzamento immobili
  • Danno a turismo e agricoltura
  • Rischi sanitari diffusi

6. Non è una scelta tecnica

È una scelta politica: si decide dove collocare il problema, non come risolverlo.

DOMANDE SCOMODE

  • Se è così sicuro, perché non lo fanno vicino alle grandi città?
  • Se riduce i rifiuti, perché produce ceneri da smaltire?
  • Se conviene, perché servono centinaia di milioni?
  • Se è sostenibile, perché altri Paesi stanno riducendo gli inceneritori?

Conclusione

La Val Bormida non può essere trattata come area sacrificabile.

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