La costa della provincia di Savona è entrata in una fase decisiva. Tra sentenze del Tar, obblighi regionali e applicazione della direttiva europea sulla concorrenza, i Comuni costieri stanno ridisegnando il proprio fronte mare. Non è solo una questione tecnica: è una scelta che incide su turismo, imprese e identità urbana.


Spotorno: il PUD adottato e la soglia del 40%

Il Comune di Spotorno ha adottato il nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), portando la quota di spiagge libere e libere attrezzate al 40%. Una soglia strategica che consente di predisporre bandi con durata fino a vent’anni e avviare il percorso di riassegnazione delle concessioni.

La maggioranza rivendica una scelta di equilibrio tra accesso pubblico al mare e mantenimento del numero di imprese. La minoranza contesta metodo e tempistiche, parlando di accelerazione e di rischio per il tessuto economico turistico. Ora si apre la fase delle osservazioni e poi il passaggio in Regione per l’approvazione definitiva.


Pietra Ligure, Laigueglia e Ceriale: il nodo delle sentenze

A Pietra Ligure, Laigueglia e Ceriale la questione è stata affrontata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria. Le proroghe delle concessioni fino al 31 dicembre 2024 sono state annullate: le concessioni risultano scadute a fine 2023.

Il Tar ha imposto ai Comuni di indire le gare “al più presto” e concluderle entro maggio-giugno 2026. Non è stata ritenuta valida la giustificazione legata all’incertezza normativa o alla complessità tecnica delle procedure. La linea giurisprudenziale è ormai consolidata.


Celle Ligure: rimodulazione delle spiagge

A Celle Ligure l’amministrazione sta lavorando per raggiungere la soglia regionale del 40%. Questo comporta riduzioni di alcune concessioni, ampliamento delle aree libere e libere attrezzate e ridefinizione di alcune porzioni oggi in uso.

Ogni metro lineare redistribuito incide su equilibri economici consolidati. Il tema non è solo numerico ma riguarda la qualità dei servizi e la visione complessiva del litorale.


Le Albisole: equilibrio delicato

Albisola Superiore e Albissola Marina si trovano davanti allo stesso nodo: adeguare i PUD alla soglia del 40% e predisporre bandi coerenti con la normativa europea e le recenti sentenze.

Qui la sfida è doppia: garantire l’accesso libero al mare senza penalizzare un sistema economico che si regge sugli stabilimenti storici e sulla qualità dei servizi offerti. Le scelte non potranno essere solo aritmetiche ma dovranno inserirsi in una visione urbana coerente.


Savona: pianificazione strategica

Nel capoluogo Savona il tema è ancora più complesso per la conformazione urbana e la presenza portuale. La ridefinizione delle concessioni si intreccia con la pianificazione strategica della città: integrazione tra porto e turismo, equilibrio tra investimenti privati e accesso pubblico, sostenibilità economica dei futuri bandi.


Una provincia a velocità diverse

La costa savonese sta vivendo una transizione profonda:

  • le sentenze impongono gare pubbliche;
  • la Regione impone la soglia del 40%;
  • l’Europa impone concorrenza e trasparenza.

Alcuni Comuni hanno scelto di anticipare il cambiamento. Altri sono stati costretti a intervenire dopo le decisioni dei giudici. Tutti dovranno arrivare pronti al 2026.

La vera domanda non è più se applicare la normativa. La domanda è come farlo senza compromettere un sistema economico che vive di turismo, ma senza continuare a rinviare l’applicazione delle regole.

La partita delle spiagge non è solo tecnica. È politica, economica e identitaria. E in provincia di Savona è appena cominciata.


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