(Franco Caminiti) – Salvini gonfio di sondaggi vuole passare all’incasso, senza attendere nuove elezioni. Così da rafforzare la sua posizione dominante senza accollarsi tutta la responsabilità della manovra economica. I cacciatori che mi leggono possono meglio comprendere la mia metafora venatoria: il cacciatore si trova faccia a faccia col cinghiale, è questione di attimi, è una situazione ancestrale: ‘attacco o fuga’, il cinghiale non scapperà, e se il cacciatore non reagisce prendendo la mira con calma e colpendo nel punto giusto può rimetterci le gambe e la vita. Perché la distanza è ravvicinata e non ci sarà tempo per un secondo colpo. 

Di Maio non ha esperienze di caccia, né di lavoro, né di strategie, troppo giovane si è trovato su un trono molto largo, a portare sul capo una corona troppo pesante. I suoi consiglieri, paghi dei privilegi e privi anch’essi di esperienza, piuttosto che metterlo davanti ai rischi di una strategia sbagliata, hanno preferito ‘leccare’ il capo da bravi yesman. Il cinghiale Salvini ora mostra le zanne, non è il maialino innocuo che furbescamente Luca Morisi ci ha mostrato finora mentre fa il goliarda sulle note di Mameli, no: Matteo si è formato alla scuola di Bossi e Borghezio, conosce il sistema e i sistemi, perché ne fa parte attiva. Vuole comandare davvero, comandare oggi, subito. 

Cosa farà Di Maio? Continuerà a piagnucolare su Facebook raccontando la storia di ciò che si è fatto e di ciò che c’è ancora da fare anche a costo di compromessi, di rospi da ingoiare, di dissanguamento. Cosa farà il giovane prodigio di Grillo? Si piegherà a 90 gradi davanti a Salvini, sacrificando 3 ministri e baciando le zanne del cinghiale? Pur di continuare in una esperienza irripetibile sul trono sempre più scomodo e con la corona che diventa sempre più di… cartone? 

Su, Di Maio, fai vedere che hai le palle, si vive anche senza fare il biministro, purché sia salvo l’onore. Si cade, ci si rialza, si ricomincia, più forti, i lividi sul viso guariscono se si è tenuta la fierezza di marciare a fronte alta. Su, Di Maio, sono stato fiero di sostenere un Movimento guidato da un ‘bibitaro’, ma un vero bibitaro napoletano non si piegherebbe davanti a Salvini! 

Noi che ti abbiamo seguito, magari movenditi qualche critica per il tuo bene, oggi ti chiediamo di non piegare la tua schiena, non ci sono giustificazioni, non spiegarci più nulla… Non sei pronto per fare il cacciatore di cinghiali, e nemmeno per fare il Machiavelli. Giòcati, allora, la carta che ti resta: manda affanculo il cinghiale, mostrargli che non hai paura di lui, saremo in tanti pronti ad accoglierti a braccia aperte se torni battuto con onore. Ma se ti pieghi davanti a Salvini, sappi che avrai perso la mia stima, e quella di migliaia come me.