2 visite

Il PD festeggia Lula, ma la sua vittoria dovrebbe aprire una riflessione sulle scelte internazionali e sul rapporto della sinistra italiana con il mondo del lavoro.

Il PD festeggia la vittoria di Lula in Brasile. Elly Schlein l’ha salutata come la dimostrazione che le destre nazionaliste si possono battere. Una buona notizia, certamente. Ma prima di riconoscersi nel successo altrui bisognerebbe guardarsi allo specchio: quanto c’è davvero della lezione politica di Lula nelle scelte della sinistra italiana?

Il rischio è quello di cercare nelle vittorie degli altri una conferma che si fatica a costruire in casa propria. Si applaude chi sconfigge la destra, senza interrogarsi abbastanza sulle scelte e sulle distanze sociali che, in Italia, contribuiscono a lasciarle spazio.

Gaza: una differenza da discutere senza cancellare i fatti

Nel febbraio 2024 Lula definì «genocidio» quanto stava accadendo a Gaza e paragonò la condotta israeliana alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei sotto il nazismo. Un paragone duramente contestato da Israele: l’allora ministro degli Esteri Israel Katz lo dichiarò persona non grata.

La distanza rispetto alla prudenza iniziale di una parte del centrosinistra italiano merita una discussione. Ma la critica deve misurarsi anche con le posizioni espresse successivamente: Schlein ha chiesto sanzioni contro il governo Netanyahu, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele.

Il punto, allora, è quanto quelle richieste diventino una priorità politica, con quale continuità siano sostenute e quale capacità abbiano di incidere. È su questo terreno che una sinistra dovrebbe essere giudicata.

Ucraina, riarmo e priorità sociali

Sull’Ucraina la differenza è più evidente. Nel gennaio 2023 Lula ribadì, durante la visita del cancelliere tedesco Olaf Scholz, che il Brasile non avrebbe fornito munizioni destinate alla guerra. Il PD ha invece mantenuto una linea di sostegno a Kiev, affiancandola alla richiesta di una maggiore iniziativa diplomatica europea.

Anche qui occorre precisione: Schlein ha contestato il piano ReArmEU e distinto la difesa comune europea dal riarmo dei singoli Stati. Non basta dunque equiparare automaticamente ogni posizione del PD a quella della destra.

Resta però una domanda politica: come si impedisce che la crescita delle spese militari comprima sanità, scuola e protezione sociale? Non si può presentare come dimostrato uno spostamento di risorse dal welfare alle armi imputabile al PD senza indicare provvedimenti e cifre. Si può e si deve chiedere una scelta di priorità inequivocabile: i diritti sociali non devono diventare la variabile sacrificabile.

Due biografie, una domanda di rappresentanza

Anche le storie personali raccontano mondi diversi. Lula, nato nel 1945 a Garanhuns, proviene da una famiglia poverissima. Emigrato da bambino nello Stato di San Paolo, lavorò anche come lustrascarpe, si formò come tornitore e divenne operaio metalmeccanico. Perse un dito in un incidente sul lavoro. Dal sindacato arrivò alla fondazione, insieme ad altri, del Partito dei Lavoratori nel 1980.

Schlein, nata nel 1985 nell’area di Lugano, proviene da una famiglia di docenti universitari. Ha cittadinanza italiana, svizzera e statunitense; il nonno materno, Agostino Viviani, fu senatore socialista. Dopo gli studi a Lugano si trasferì a Bologna per l’università e partecipò come volontaria alle campagne di Barack Obama.

Nessuno sceglie la famiglia in cui nasce, e un’origine agiata non impedisce di difendere chi vive del proprio lavoro. Ma il confronto richiama una questione che il PD non può eludere: quale rapporto concreto mantiene con i lavoratori, i precari, i pensionati e chi si è allontanato dalla politica?

Festeggiare Lula è legittimo. Trasformare quella vittoria in una medaglia da appuntarsi sul petto è un’altra cosa. Se il PD vuole trarne una lezione, deve interrogarsi sulla propria coerenza, sulle priorità sociali e sulla capacità di rappresentare chi oggi non si sente ascoltato.

La vittoria degli altri può incoraggiare. Per battere la destra in Italia, però, bisogna cominciare da ciò che si fa qui. E avere il coraggio di guardarsi allo specchio.

Fonti e riferimenti

Vittoria di Lula, TSE, 26 ottobre 2026

Il commento di Schlein, PD, 26 ottobre 2026

Dichiarazioni di Lula su Gaza, Agência Brasil, 18 febbraio 2024

Reazione di Katz, ANSA, 19 febbraio 2024

Lula sulle munizioni, RTP/Lusa, 30 gennaio 2023

Posizioni recenti del PD su Palestina e Ucraina

Schlein sul piano ReArmEU, 12 marzo 2025

Biografia ufficiale di Lula

L’incidente sul lavoro, Instituto Lula

Biografia di Elly Schlein

Famiglia e cittadinanze di Schlein, La Sestina, Università di Milano