Stefano Giordano, responsabile politico regionale del Movimento 5 Stelle Liguria, interviene sul percorso per le elezioni comunali di Savona del 2027.

Il responsabile politico regionale del M5S conferma il confronto con l’area progressista. Resta aperta la frattura con i consiglieri savonesi Manuel Meles e Federico Mij, da tempo lontani dalla linea indicata da Giuseppe Conte.

Savona, 15 agosto 2026 – «In queste settimane abbiamo aperto un confronto con l’area progressista con un obiettivo preciso: costruire un percorso politico serio, credibile e condiviso, capace di mettere al centro Savona e i suoi cittadini.

Per questo ritengo necessario prendere le distanze dalle dichiarazioni del capogruppo M5S in Consiglio comunale Manuel Meles: non ci riconosciamo in un’impostazione che rischia di chiudere il confronto prima ancora di aver definito contenuti, priorità e una visione comune per la città».

Lo dichiara Stefano Giordano, responsabile politico regionale del Movimento 5 Stelle Liguria, che aggiunge:

«Il M5S lavora, come indicato anche dal presidente Giuseppe Conte a livello nazionale, per costruire alternative attraverso il confronto, la condivisione, l’ascolto e programmi concreti. È questo il metodo che riteniamo debba essere seguito anche a Savona.

Il tavolo con l’area progressista non può ridursi a una discussione sui nomi. Deve servire prima di tutto ad ascoltare la città e a costruire una proposta politica capace di aprire una fase nuova rispetto ai cinque anni dell’amministrazione uscente, valorizzando ciò che ha funzionato ma intervenendo con decisione laddove sono emerse criticità, ritardi o bisogni rimasti senza risposta.

Dobbiamo quindi partire dai problemi reali dei cittadini: ambiente, salute, lavoro, servizi, sicurezza sociale, qualità della vita, cura dei quartieri e prospettive per le nuove generazioni. Da queste priorità deve nascere un programma serio e condiviso, sul quale misurare anche la capacità delle forze politiche di costruire insieme un progetto nuovo per Savona.

Sappiamo che le altre forze dell’area progressista hanno già espresso una propria indicazione sul candidato sindaco. Noi invece scegliamo un metodo diverso: prima vengono i contenuti, poi la persona chiamata a rappresentarli.

Il futuro candidato dovrà riconoscersi pienamente nel programma costruito attraverso questo percorso, assumerne gli impegni e rappresentarne con credibilità la visione politica e amministrativa. Solo a quel punto il M5S potrà esprimere la propria valutazione sulla candidatura e verificare se esistano le condizioni politiche per sostenerla.

In estrema sintesi: non si tratta di porre veti preventivi sui nomi, né di ratificare decisioni già prese da altri. Il punto è semplice: non si parte dalla coda. Si parte semmai dall’ascolto dei cittadini, individuando le loro priorità; quindi si costruisce un progetto di città e solo dopo si valuta chi abbia le caratteristiche per rappresentarlo.

Savona ha bisogno di serietà, partecipazione e di una politica capace di tornare ad ascoltare. È da qui che vogliamo partire».

MoVimento 5 Stelle Liguria

Il commento

La presa di posizione di Stefano Giordano rende ormai evidente un problema politico che non nasce oggi. Da circa tre anni, infatti, le posizioni dei consiglieri comunali savonesi Manuel Meles e Federico Mij appaiono sempre più lontane dalla linea nazionale tracciata da Giuseppe Conte e confermata dalla maggioranza degli iscritti del Movimento 5 Stelle: costruire, attraverso programmi condivisi e nel rispetto dell’identità del M5S, un’alternativa nell’area progressista.

Il dissenso è legittimo, ma quando diventa permanente e riguarda una scelta politica fondamentale non può essere ridotto a una semplice differenza tattica. A Savona occorre quindi fare chiarezza: i consiglieri comunali rappresentano la linea politica del Movimento 5 Stelle oppure un progetto autonomo che procede in una direzione differente?

Giordano non impone un candidato e non chiede adesioni preventive. Ribadisce un metodo: prima l’ascolto della città, poi il programma e infine il nome più adatto a rappresentarlo. È la stessa impostazione indicata da Conte e scelta democraticamente dagli iscritti. Continuare ad allontanarsene significa accentuare una frattura politica che, dopo tre anni, non può più essere ignorata.

Hai una segnalazione o vuoi proporre un contributo? Scrivi a info-press@infoloreleca.com.